Il Gruppo La Doria e la società AgTech EVJA hanno reso noti i risultati della stagione 2025 nell’ambito della loro collaborazione sulla sostenibilità della filiera del pomodoro da industria, annunciando contestualmente il proseguimento del progetto per il 2026 con un ulteriore ampliamento tecnologico basato su IoT e Intelligenza Artificiale. La partnership, avviata nel 2022, ha conseguito risultati significativi su tre versanti: riduzione dell’impatto ambientale, contrasto al lavoro irregolare e salvaguardia della biodiversità.
Il cuore del progetto è la Piattaforma di Intelligenza Agronomica EVJA, supportata da oltre 50 centraline microclimatiche di ultima generazione dislocate nel 2025 in Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e, per la prima volta, in Portogallo. Il monitoraggio h24 dei parametri climatici ha alimentato modelli predittivi per l’ottimizzazione delle risorse agronomiche. Sul fronte idrico, il calcolo in tempo reale della traspirazione delle piante ha permesso una riduzione dei consumi d’acqua del 43%. I trattamenti fungicidi sono diminuiti del 67%, quelli con altri fitosanitari del 43%, mentre l’adozione di trappole elettroniche con algoritmi di riconoscimento degli insetti ha portato a un calo degli interventi insetticidi del 33%.
Sul piano sociale, alcune aziende conferitrici hanno adottato un sistema di marcatempo digitale con badge elettronici collegati a una piattaforma EVJA, per il monitoraggio puntuale delle ore lavorate in campo come strumento di contrasto al caporalato. L’accesso dei lavoratori alle informazioni contrattuali e alle buste paga è stato facilitato tramite QR code aziendali, con guide alla lettura disponibili in dodici lingue.
Il monitoraggio ha coperto circa il 60% degli oltre 3.000 ettari gestiti dal Gruppo La Doria a conduzione integrata e il 100% delle superfici in regime biologico. Tra le altre misure adottate: la creazione di corridoi di biodiversità nei campi dei conferitori a sostegno degli insetti impollinatori, l’utilizzo di moduli software per la valutazione del rischio deriva e il controllo della “Campagna Pulita” contro le contaminazioni da corpi estranei, e l’implementazione di KPI e scorecard per il presidio qualitativo del prodotto.
«La collaborazione con Evja conferma la nostra determinazione nel guidare l’evoluzione della filiera del pomodoro verso standard sempre più avanzati di efficienza e responsabilità», ha dichiarato Diodato Ferraioli, Chief Commercial Officer del Gruppo La Doria. «L’integrazione di tecnologie data‑driven non è solo un fattore di miglioramento operativo, ma un elemento chiave della nostra strategia di crescita sostenibile. Continueremo a investire in soluzioni che ci permettano di valorizzare il lavoro degli agricoltori, tutelare l’ambiente e offrire al consumatore prodotti di qualità superiore.»
«La nostra collaborazione con Evja rappresenta un pilastro fondamentale della strategia del Gruppo La Doria per una filiera del pomodoro che sia non solo efficiente, ma profondamente sostenibile sotto ogni profilo», ha sottolineato Francesco Miracolo, Agronomy Manager del Gruppo La Doria. «I risultati ottenuti nel 2025 dimostrano che l’agricoltura di precisione è la chiave per affrontare le sfide ambientali e sociali del nostro tempo. Insieme ad EVJA stiamo calcolando le emissioni di CO2 nell’ambiente per le superfici destinate alla coltivazione del pomodoro, abbinando progetti di piantumazione di alberi in aree disboscate e/o di interesse paesaggistico.»
Davide Parisi, CEO di EVJA, ha aggiunto: «La nostra AIP brevettata è in perfetta sinergia con gli obiettivi del Gruppo La Doria, e insieme stiamo lavorando al fianco degli agricoltori per ottimizzare tutte le operazioni agronomiche in campo. Parallelamente, i nostri moduli specifici dedicati a irrigazione, difesa e CO2 assicurano una sostenibilità reale e certificabile.»
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