Il Gruppo La Doria ha archiviato il 2025 con un fatturato consolidato di 1,375 miliardi di euro, segnando una crescita del 7,7% rispetto agli 1,277 miliardi registrati nell’esercizio precedente. I dati sono emersi dall’Assemblea degli Azionisti convocata per l’approvazione del Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, in un anno contraddistinto da incertezze geopolitiche, pressioni sui costi, flessione dei prezzi di vendita e dinamiche competitive particolarmente intense nel comparto delle private label, che costituiscono il cuore dell’attività del Gruppo.
A sostenere l’incremento dei ricavi hanno concorso tanto l’andamento ordinario delle vendite quanto il peso delle operazioni straordinarie concluse nel corso dell’esercizio. Sul fronte delle acquisizioni strategiche, il Gruppo ha incorporato Pasta Lensi S.r.l., storica realtà italiana della produzione di pasta, e ha rilevato le attività produttive e logistiche di Feger di Gerardo Ferraioli S.p.A. e Sapori del Sole S.r.l., oggi attive rispettivamente come Fegé e Fegé Logistica. Le operazioni hanno allargato il perimetro produttivo, rafforzato la presenza nei segmenti pasta e derivati del pomodoro e ampliato la gamma di referenze biologiche e senza glutine.
Scendendo nel dettaglio delle singole categorie, la Linea Sughi si è distinta come la più dinamica, con un progresso del 17,9% sul 2024. La Linea Pasta ha beneficiato del pieno consolidamento delle acquisizioni del 2024 — Clas S.p.A. e il ramo private label di Pastificio Di Martino, rinominato La Doria Pasta PL, entrambi fusi in La Doria S.p.A. con effetto dal 31 dicembre 2025 — oltre che dell’ingresso di Pasta Lensi nel perimetro di Gruppo. La Linea derivati del pomodoro ha segnato un +4,1%, sostenuta dai volumi più elevati della campagna di trasformazione 2024. Sostanzialmente invariata la Linea legumi, vegetali e pasta in scatola; in arretramento del 9,1% la Linea succhi di frutta e bevande, riflesso della contrazione dei consumi registrata nel mercato italiano.
Sul piano della composizione commerciale, le private label hanno pesato per l’89,4% del fatturato consolidato, il co-manufacturing per l’8,0% e il residuo 2,6% è ascrivibile principalmente al Foodservice e ai marchi propri del Gruppo. La componente export ha confermato la propria centralità strategica, attestandosi all’81,2% dei ricavi contro il 18,8% del mercato domestico. La crescita ha interessato entrambi i fronti: +4,5% sui mercati internazionali e +24,4% in Italia. La Gran Bretagna si riconferma primo mercato estero, seguita dall’Italia; tra i mercati europei si segnalano Germania e Paesi scandinavi, mentre tra quelli extraeuropei emergono Australia, Giappone e Stati Uniti.
“Nel 2025 l’integrazione delle nuove realtà acquisite è stata una priorità per La Doria, in un’ottica di efficientamento dei siti produttivi, sviluppo di sinergie e ottimizzazione dell’assetto industriale del Gruppo. Le operazioni completate negli ultimi anni hanno ampliato la nostra base industriale e arricchito la gamma di prodotti, permettendoci di rafforzare il posizionamento nei mercati di riferimento. In uno scenario ancora complesso, i risultati conseguiti confermano la solidità del nostro modello industriale, fondato sulla qualità delle produzioni, sull’efficienza operativa e su un rapporto consolidato con i clienti, gli stakeholder e il territorio” — ha dichiarato Antonio Ferraioli, Presidente e Amministratore Delegato di La Doria. In chiusura, Ferraioli ha aggiunto: “Guardando al futuro, continueremo a investire nello sviluppo industriale e nell’espansione sui mercati internazionali, che offrono importanti opportunità di crescita per i prodotti alimentari Made in Italy e per le private label. L’unione di La Doria e di Winland Foods nel Gruppo Windoria rappresenta inoltre un passaggio strategico che potrà supportare ulteriormente il nostro percorso di sviluppo, rafforzando la presenza in mercati ad elevato potenziale come gli Stati Uniti e consolidando il nostro ruolo di partner strategico per i principali operatori della grande distribuzione.”
