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Plasmon, produzione italiana e dieta mediterranea al centro del confronto sull’infanzia

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Angelo Mastrolia, Presidente di NewPrinces

Oltre 600 persone lavorano negli stabilimenti Plasmon di Latina e Ozzano Taro (PR), dove vengono prodotti anche circa 1,8 miliardi di biscotti all’anno. I due siti costituiscono un hub industriale integrato d’eccellenza e riuniscono competenze uniche nella nutrizione infantile e specializzata.

Accanto ai biscotti, dagli stabilimenti escono omogeneizzati e pouch, nonché latte liquido e in polvere per l’infanzia. Un patrimonio industriale che contribuisce a sostenere occupazione, know-how e filiere agroalimentari italiane, garantendo elevati standard di qualità, sicurezza e tracciabilità.

È in questo quadro che Plasmon, storico marchio italiano dell’alimentazione per l’infanzia oggi parte del Gruppo italiano NewPrinces, rinnova il proprio impegno a sostegno della filiera agroalimentare nazionale e rafforza il dialogo con il mondo scientifico per promuovere un modello di alimentazione per l’infanzia ispirato ai principi della dieta mediterranea.

Il tema è stato al centro del workshop istituzionale “La politica del fare a tutela del bambino”, svoltosi questa mattina a Sabaudia. L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo agroalimentare e industriale, della pediatria, della ricerca e della società civile, mettendo al centro del confronto il valore della filiera italiana e il suo contributo concreto alla salute e al futuro delle nuove generazioni.

L’azienda ha confermato l’impegno a valorizzare il sistema agroalimentare italiano attraverso la produzione nel Paese e il sostegno alle filiere nazionali, contribuendo così a sostenere occupazione, competenze industriali e sviluppo dei territori.

Materie prime e tracciabilità

Plasmon privilegia materie prime italiane selezionate nelle aree più vocate per ciascuna produzione. Oggi cereali, frutta – ad eccezione delle varietà che richiedono condizioni geografiche specifiche – e, a breve, anche il latte utilizzati nei prodotti dell’azienda provengono da filiere italiane. Il Biscotto Plasmon utilizza farine ottenute da cereali 100% italiani, a conferma del legame storico dell’azienda con il territorio e con le famiglie italiane.

I controlli riguardano l’intera filiera, con particolare attenzione alla tracciabilità delle materie prime, dal campo o dall’allevamento fino al prodotto finito. Da 45 anni l’azienda adotta Oasi nella Crescita®, un protocollo interno che garantisce tracciabilità completa, selezione delle migliori materie prime nelle aree più vocate e coinvolgimento di fornitori qualificati, assicurando standard elevati di qualità e sicurezza.

“Il ritorno di Plasmon in Italia costituisce un’importante operazione industriale, ma anche una precisa scelta di valorizzazione della filiera italiana”, ha dichiarato Angelo Mastrolia, Presidente di NewPrinces. “La giornata di oggi rappresenta concretamente il nostro desiderio di riunire istituzioni, scienza, filiera e associazioni attorno a un obiettivo comune: la tutela del bambino. Vogliamo sostenere il valore delle produzioni nazionali e il patrimonio di competenze che le rende possibili con l’aspirazione di allargare i benefici della dieta mediterranea all’infanzia e di esportarli, domani, anche fuori dall’Italia”.

La collaborazione con la comunità scientifica consente di affrontare i temi dell’alimentazione infantile sulla base di competenze qualificate e di promuovere una maggiore consapevolezza sul ruolo della dieta mediterranea nei primi anni di vita. Una visione che parte dall’Italia e che guarda, con ambizione, ai mercati internazionali.

“Il ritorno della proprietà di Plasmon in Italia ci inorgoglisce perché conferma una tendenza positiva: molte aziende stanno tornando a investire affermando la qualità italiana nelle filiere. Parliamo di un marchio che ha accompagnato la crescita di generazioni di bambini e che oggi può continuare a investire su qualità, innovazione.”. Lo dichiara il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, all’evento organizzato da Plasmon (NewPrinces Group) a Sabaudia dal titolo “La politica del fare a tutela del bambino”.

“La scelta di Plasmon di rafforzare il legame con la filiera agricola italiana rappresenta un segnale importante perché unisce qualità delle produzioni, sicurezza alimentare e tutela della salute delle nuove generazioni. Come Coldiretti sosteniamo da tempo che la prevenzione comincia dal cibo e che proprio nei primi anni di vita si costruisce il rapporto che accompagnerà i bambini con l’alimentazione e con la salute. Per questo servono materie prime italiane, tracciabili e garantite, una sempre maggiore trasparenza sull’origine e un modello alimentare fondato sui principi della Dieta Mediterranea. Mettere insieme agricoltori, industria, pediatri e ricerca scientifica significa costruire una filiera che non guarda soltanto al prodotto, ma alla persona. È questa la direzione che dobbiamo seguire: valorizzare il lavoro dei nostri agricoltori e, nello stesso tempo, garantire alle famiglie il diritto di scegliere per i propri figli un cibo buono, sicuro e di qualità”. Lo dichiara Ettore Prandini, Presidente nazionale di Coldiretti.

Il confronto con pediatri e società scientifiche

Il workshop istituzionale si è svolto al termine di un importante appuntamento scientifico: un corso avanzato sulla nutrizione, dedicato ai giovani pediatri in formazione e al loro ruolo di guida delle famiglie verso corrette abitudini alimentari.

Il corso ha coinvolto importanti Scuole di Specializzazione in Pediatria italiane, oltre alle principali società scientifiche del settore: SIP (Società Italiana di Pediatria), SIN (Società Italiana di Neonatologia), FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri), SIAIP (Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica), SINUPE (Società Italiana di Nutrizione Pediatrica), SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) e ONSP (Osservatorio Nazionale Specializzandi Pediatria).

Coordinatori del percorso formativo e protagonisti della tavola rotonda conclusiva dell’evento istituzionale sono stati Massimo Agosti (Università degli Studi dell’Insubria), Giovanni Corsello (Università degli Studi di Palermo), Gian Luigi Marseglia (Università degli Studi di Pavia), Fabio Mosca e Gian Vincenzo Zuccotti (entrambi dell’Università degli Studi di Milano).

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