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Carta dei paesaggi agrumicoli: impegno condiviso per i limoneti della Campania

Sottoscritta ad Amalfi la Carta dei paesaggi agrumicoli: al centro tutela dei terrazzamenti, sostenibilità e continuità produttiva

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Costi in aumento, difficoltà nel reperire manodopera, frammentazione fondiaria e complessità logistica sono tra i fattori che rischiano di compromettere la continuità produttiva della limonicoltura campana. A questi temi guarda la “Carta dei Paesaggi agrumicoli”, sottoscritta ad Amalfi da Confagricoltura Campania, Comune di Amalfi, Comune di Procida e Anci Campania. Alla firma dovrebbe aggiungersi a breve anche la Regione Campania.

Il documento richiama la necessità di costruire una strategia regionale stabile, capace di superare interventi frammentati e di accompagnare il comparto con misure dedicate. Tra le priorità vengono indicate anche la sostenibilità della coltivazione nei terrazzamenti e nelle aree più impervie, la riduzione della fatica operativa, il miglioramento della sicurezza e il sostegno alla redditività delle imprese.

La Carta riconosce nella limonicoltura campana un patrimonio produttivo, paesaggistico, ambientale, culturale e turistico di interesse regionale. La coltivazione è concentrata soprattutto nelle province di Salerno e Napoli e conserva una presenza storica nei sistemi terrazzati della Costiera Amalfitana e della Penisola Sorrentina. “La coltivazione del limone, concentrata in particolare nelle province di Salerno e Napoli e radicata nei sistemi terrazzati della Costiera Amalfitana e della Penisola Sorrentina, rappresenta un presidio agricolo essenziale per la cura del territorio, la qualità delle produzioni certificate, la reputazione della Campania e la vitalità delle comunità locali”.

Per i sottoscrittori, la limonicoltura deve essere considerata un sistema territoriale integrato, nel quale agricoltura, paesaggio, ambiente, turismo e identità culturale sono profondamente connessi. In questa prospettiva, ogni limoneto coltivato contribuisce alla manutenzione dei versanti, alla tutela del paesaggio, alla biodiversità e al contrasto dell’abbandono delle aree più fragili.

Il testo attribuisce un ruolo centrale alle produzioni certificate, al biologico e alle indicazioni geografiche, indicati come strumenti di qualità, tracciabilità, reputazione e competitività. L’innovazione tecnologica, organizzativa e logistica non deve sostituire la tradizione, ma renderla più sicura, sostenibile e praticabile per le imprese agricole.

La Carta individua inoltre nel limone campano una possibile leva di sviluppo per nuove economie connesse a turismo esperienziale, ristorazione, artigianato, cultura e promozione territoriale. I promotori evidenziano l’importanza della tutela poiché l’abbandono dei limoneti può determinare la perdita di paesaggio, saperi agricoli, manutenzione territoriale, attrattività turistica e identità locale.

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