I numeri del commercio estero 2025 elaborati dall’ISTAT confermano la traiettoria positiva delle farine e semole italiane sui mercati internazionali. Le farine di frumento tenero hanno superato le 362.000 tonnellate esportate, segnando un +10,1% sull’anno precedente, mentre le semole di frumento duro hanno raggiunto le 142.000 tonnellate con una crescita del 7,7%. A diffondere i dati è Italmopa, l’associazione che rappresenta in via esclusiva l’industria molitoria italiana, aderente a FederPrima e Confindustria.
“Il nuovo incremento dei volumi complessivi delle nostre export di sfarinati conferma, ancora una volta, sia la straordinaria qualità e la grande versatilità delle farine e delle semole prodotte dall’Industria molitoria italiana, sia la caparbietà e la tenacia delle nostre Aziende nel sviluppare la loro presenza sui mercati esteri” afferma Vincenzo Martinelli, Presidente Italmopa. Il dirigente rimarca come il risultato sia frutto di un patrimonio tecnico distintivo: “Le nostre farine e semole sono prodotti di assoluta eccellenza, peraltro alla base del ‘Made in Italy’ alimentare, ottenuti grazie all’impareggiabile abilità dei mugnai italiani nel selezionare, miscelare e trasformare i grani migliori, indipendentemente dalla loro origine, per ottenere sfarinati pienamente rispondenti alle molteplici esigenze del mercato e alle richieste sempre più attente dei consumatori”.
Sul piano dei mercati di destinazione, le farine di frumento tenero vengono assorbite principalmente da Francia, Stati Uniti, Germania, Spagna e Regno Unito. Le semole di frumento duro seguono invece rotte diverse, con Arabia Saudita, Germania, Francia e Belgio come sbocchi principali: questi quattro Paesi insieme coprono quasi la metà del volume totale esportato.
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