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Gruppo Pini consolida la leadership e punta sul futuro di Ferrarini

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Il Gruppo Pini archivia l’esercizio 2025 con indicatori economici in crescita, confermando la solidità di un modello industriale costruito su una dimensione internazionale e su una struttura imprenditoriale di matrice familiare. La holding ha registrato un fatturato di 1,8 miliardi di euro, che raggiunge i 2,2 miliardi considerando anche le altre società appartenenti alla famiglia. Il bilancio rappresenta inoltre il primo consolidato che include Ferrarini dopo l’omologa definitiva del concordato. A perimetro costante, i ricavi risultano in aumento del 6% rispetto all’anno precedente.

Anche gli indicatori operativi mostrano un’evoluzione positiva. L’EBITDA si attesta a 57 milioni di euro, con una crescita del 7,5%, mentre la posizione finanziaria netta raggiunge i 227 milioni. Il gruppo consolida così il proprio ruolo nel settore: leader in Italia nel mercato suinicolo, con una quota del 25%, e terzo operatore europeo nella trasformazione della carne suina.

Strategia industriale

Alla base dei risultati si colloca una strategia orientata al rafforzamento e all’integrazione verticale della filiera, ritenuta fondamentale per garantire standard elevati di qualità, sicurezza alimentare e sostenibilità. In questa prospettiva il gruppo ha progressivamente ampliato la propria presenza lungo l’intera catena del valore, includendo marchi storici del Made in Italy come Ferrarini e Vismara e arrivando fino alla fase finale della distribuzione verso il consumatore.

Il piano di sviluppo ha comportato negli ultimi due anni investimenti per complessivi 120 milioni di euro in Italia. Tra le operazioni principali rientra l’integrazione di Vismara, accompagnata dal rilancio dello stabilimento di Casatenovo. L’intervento ha consentito di tutelare oltre 162 posti di lavoro e di avviare un percorso di innovazione tecnologica e organizzativa nei processi produttivi.

Il percorso Ferrarini

Un esempio significativo dell’efficacia della strategia è rappresentato dal rilancio di Ferrarini, acquisita dal Gruppo nel 2023. Nel 2025 il marchio ha raggiunto un fatturato di 190 milioni di euro, registrando un incremento del 4% rispetto all’anno precedente. Il risultato rafforza un andamento di crescita che segna un +41% rispetto ai livelli del 2022, ultimo anno sotto la precedente gestione.

Il miglioramento delle performance è stato sostenuto sia dall’espansione del core business del prosciutto cotto sia dall’aumento delle vendite sui mercati esteri e dall’introduzione di nuove referenze. Parallelamente, la conclusione della procedura concordataria nel novembre 2025 ha permesso di avviare immediatamente il piano di riparto, con pagamenti per oltre 20 milioni di euro ai creditori e il versamento degli stipendi arretrati ai dipendenti con due mesi di anticipo rispetto alla scadenza prevista.

Nuovo polo produttivo

Nel piano di sviluppo del marchio Ferrarini rientra anche il nuovo stabilimento in costruzione a Masone, nel territorio di Reggio Emilia. Il progetto prevede un investimento complessivo di 100 milioni di euro e la realizzazione di una struttura che si estenderà su una superficie di 180.000 metri quadrati, con avvio delle attività previsto nel 2028. L’impianto è destinato a diventare il primo sito europeo per la produzione di prosciutto cotto a impatto zero.

Il nuovo polo tecnologico, oltre a determinare un incremento dei livelli occupazionali, rappresenterà il fulcro della strategia industriale con cui l’azienda intende rafforzare la propria presenza internazionale. L’obiettivo è sviluppare un modello produttivo capace di unire la tradizione del prosciutto cotto Ferrarini con standard avanzati di innovazione e sostenibilità.

“I risultati dell’esercizio 2025 sono la prova tangibile di un progetto industriale che ha saputo evolversi in una complessa struttura internazionale capace di governare con competenza ogni passaggio della filiera” dichiara Roberto Pini, Presidente di Pini Holding. “La nostra crescita, costruita interamente sulla qualità e sull’efficienza di processo, ha trovato nuova linfa nell’integrazione di marchi storici come Ferrarini e Vismara, che abbiamo riportato a nuova vita grazie a una visione industriale che mette al centro l’innovazione e le sinergie strategiche con gli allevatori, che continuiamo a implementare. Questo modello di filiera integrata, supportato da investimenti costanti in equity e tecnologia ci permette di guardare al futuro con l’ambizione di rappresentare il simbolo del Made in Italy, garantendo sviluppo, occupazione e un impatto sociale positivo sui territori in cui operiamo”.

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