L’ampliamento dello stabilimento produttivo, lo sviluppo dei mercati esteri e una maggiore presenza nel travel retail e nell’hospitality sono al centro dei programmi di Majani, storica azienda del cioccolato italiano che nel 2026 raggiunge i 230 anni di attività. Un anniversario che arriva dopo un esercizio positivo: il 2025 si è chiuso con ricavi per 14,8 milioni di euro, in aumento del 12,9%. L’incremento dei costi del cacao ha invece inciso sul risultato dell’EBITDA.
Fondata a Bologna nel 1796, Majani è arrivata alla nona generazione della famiglia e continua a sviluppare la propria attività mantenendo un posizionamento premium. Accanto alla crescita industriale, l’azienda punta a valorizzare le competenze produttive maturate nel tempo, conservando un modello di lavorazione che parte dalle fave di cacao e comprende internamente tutte le fasi della trasformazione.
Uno stabilimento più grande e nuove opportunità commerciali
Uno dei principali investimenti riguarda lo stabilimento di Crespellano, per il quale Majani ha destinato recentemente circa 3 milioni di euro a un progetto di ampliamento. La superficie dello stabilimento passerà dagli attuali 7.600 a 9.860 metri quadrati, creando nuove possibilità di sviluppo per l’azienda.
L’intervento si inserisce in un percorso di crescita che negli ultimi anni ha visto Majani investire nel rafforzamento della capacità produttiva e nella diversificazione dei canali commerciali. L’obiettivo è consolidare il valore del marchio senza impostare la strategia esclusivamente sull’aumento delle quantità vendute.
“La nostra strategia non si basa su una logica di meri volumi – spiega Francesco Mezzadri Majani – ma su obiettivi di crescita, marginalità e ottimizzazione. Vogliamo valorizzare ciò che sappiamo fare da oltre due secoli, sfruttando al meglio la nostra capacità produttiva attraverso canali ad alto margine e ad alto valore di immagine”.
Il mercato del cioccolato sta attraversando una fase di evoluzione, nella quale alle occasioni di consumo tradizionali si affiancano nuove richieste legate agli snack, all’autoconsumo e ai prodotti orientati al benessere. Majani affronta questi cambiamenti continuando a puntare sulla qualità e sulla storia del marchio.
Particolare attenzione è rivolta all’export e al travel retail, canale nel quale l’azienda è presente negli aeroporti italiani e in mercati internazionali come Bahrain e Abu Dhabi.
A questi si aggiungono l’hospitality e le produzioni tailor made, sviluppate grazie alla flessibilità produttiva e alla presenza di un reparto dedicato al design. Questa struttura permette di realizzare progetti personalizzati per clienti B2B e per il settore della regalistica di alto livello.
Il cioccolato Majani, dalle fave di cacao alle ricette storiche
Alla base dell’identità produttiva di Majani c’è una scelta che accompagna l’azienda da generazioni: lavorare il cioccolato partendo direttamente dalle fave di cacao. La tostatura viene effettuata internamente e l’intero processo, fino al prodotto finito, rimane sotto il controllo dell’azienda.
È un sistema oggi mantenuto da un numero ristretto di produttori e che richiede tempi di lavorazione, competenze specifiche e una conoscenza approfondita delle materie prime.
Anche la selezione degli ingredienti segue criteri precisi. Quando possibile, Majani privilegia fornitori italiani e realtà del territorio, soprattutto per nocciole, mandorle e zucchero. Proprio per quest’ultimo ingrediente è stato sottoscritto un contratto pluriennale con un’importante azienda dell’area bolognese.
Per il cacao, invece, negli ultimi anni è aumentato il ricorso a fornitori equosolidali ed ecosostenibili, nell’ambito di un percorso che punta a rendere più responsabile l’approvvigionamento delle materie prime.
La storia del marchio comprende anche alcune innovazioni che hanno segnato l’evoluzione del cioccolato italiano. È il caso della Scorza, il primo cioccolato in forma solida d’Italia, e del cremino a quattro strati, realizzato in occasione del lancio della Fiat Tipo 4.
“La capacità di innovare, senza perdere la nostra identità, è parte della storia di Majani – sottolinea Vittoria Mezzadri Majani. – Nel corso di oltre due secoli abbiamo saputo interpretare i cambiamenti trasformandoli in nuove idee, mantenendo saldi i nostri valori. Dalla Scorza, il primo cioccolato in forma solida d’Italia, al cremino a quattro strati, nato in occasione del lancio della Fiat Tipo 4, sono tante le intuizioni che hanno contribuito a costruire nel tempo l’unicità del marchio”.
È proprio la continuità tra competenze artigianali e organizzazione industriale a caratterizzare il modello produttivo dell’azienda bolognese.
“Majani, il primo cioccolato d’Italia, rappresenta un modo di fare cioccolato che non vuole abbandonare i valori che lo hanno portato fino a qui – prosegue Francesco Mezzadri Majani. – Siamo un’azienda ancora profondamente legata alla manualità, alla competenza e alla cura del prodotto. È questa combinazione tra esperienza e capacità produttiva che vogliamo continuare a valorizzare. Un patrimonio che ci permette di rappresentare oggi, con orgoglio, l’eccellenza del Made in Italy e di portare nel mondo un modo autenticamente italiano di interpretare il cioccolato, che affonda le proprie radici a Bologna”.
Majani, i risultati economici del 2025
La crescita dell’attività trova riscontro nei risultati dell’ultimo esercizio. Nel 2025 Majani ha registrato 14,8 milioni di euro di ricavi, con un incremento del 12,9% rispetto all’anno precedente. L’EBITDA si è attestato al 12,9%, un risultato sul quale ha inciso l’aumento dei costi del cacao.
La posizione finanziaria netta è positiva per 2,1 milioni di euro, mentre il patrimonio netto ammonta a 12,5 milioni di euro.
La società è interamente controllata da VMM Finanziaria S.p.A., holding della famiglia. Il bilancio consolidato del Gruppo al 31 dicembre 2025 presenta un patrimonio netto di 35,6 milioni di euro e una posizione finanziaria netta positiva di 22,2 milioni di euro.
Sul piano occupazionale, Majani conta 54 dipendenti, per il 78% donne. Nei periodi di maggiore attività stagionale l’organico arriva a circa 100 persone.
I prodotti dell’azienda sono esportati in oltre 50 Paesi, con una quota di export che rappresenta circa il 10% dei ricavi complessivi. Majani dispone inoltre delle certificazioni FSSC 22000 e Halal, relative agli standard adottati per la sicurezza alimentare e la produzione.
Energia, materie prime e packaging: gli interventi sulla sostenibilità
Negli ultimi cinque anni Majani ha investito circa 3 milioni di euro in efficientamento energetico, innovazione degli impianti e sicurezza. Le iniziative comprendono interventi legati ai pannelli solari, il miglioramento delle prestazioni degli impianti e l’introduzione di un nuovo sistema di raffreddamento a CO2 in sostituzione del freon.
Nel 2025 è stata realizzata una diagnosi energetica. In vista dell’ampliamento dello stabilimento previsto per il 2027, l’azienda ha inoltre programmato un nuovo impianto fotovoltaico.
“Per Majani la sostenibilità è un percorso che coinvolge la filiera, la produzione e il territorio, con l’obiettivo di ridurre progressivamente l’impatto ambientale e promuovere scelte più responsabili”, commenta Francesco Mezzadri Majani.
Una parte delle attività riguarda la gestione dei materiali e degli scarti. I residui vegetali vengono valorizzati attraverso la produzione di biogas, mentre negli imballaggi è in corso una progressiva riduzione della plastica a favore della carta, laddove possibile.
L’attenzione si estende all’origine degli ingredienti. Majani ha introdotto sistemi di tracciabilità e monitoraggio delle materie prime con l’obiettivo di favorire forniture provenienti da filiere a deforestazione zero, in linea con il Regolamento UE 2023/1115.
Per il cacao, in particolare, l’azienda lavora sul rafforzamento della tracciabilità e su collaborazioni orientate allo sviluppo di una filiera più etica e rigenerativa.
Agli interventi ambientali si affiancano quelli di carattere sociale, con attività di formazione sulla sicurezza, attenzione all’inclusione e sostegno a iniziative e associazioni benefiche. Un insieme di azioni che coinvolge sia l’organizzazione aziendale sia il territorio con il quale Majani mantiene un legame storico.
La nona generazione e il futuro dell’azienda
Il passaggio tra generazioni è un altro tema centrale per Majani, che resta una realtà industriale a conduzione familiare. Un ruolo importante in questa fase è quello di Vittoria Mezzadri Majani, Brand Manager, under 30 e rappresentante della nona generazione.
Entrata in azienda tre anni fa per affiancare il padre, si occupa principalmente di marketing e comunicazione. Parallelamente approfondisce gli aspetti economici e finanziari dell’attività, con l’obiettivo di acquisire una conoscenza complessiva dell’impresa e contribuire al suo sviluppo.
“I 230 anni rappresentano per noi un grande traguardo, ma anche una responsabilità e, soprattutto, un nuovo punto di partenza – afferma Vittoria Mezzadri Majani, Brand Manager dell’azienda. – Essere arrivati fin qui significa aver saputo custodire ciò che ci rende unici, affrontando i cambiamenti senza perdere la nostra identità. La nostra storia è fatta di perseveranza, resilienza e dedizione quotidiana. Oggi vogliamo continuare a costruire il futuro con la stessa attenzione al prodotto, aprendoci a nuovi mercati, nuovi linguaggi e nuove generazioni”.
La presenza delle nuove generazioni non riguarda soltanto la famiglia proprietaria. Negli ultimi anni sono entrati in azienda anche giovani professionisti che lavorano accanto a persone con una lunga esperienza e una conoscenza consolidata delle lavorazioni e della storia Majani.
In una squadra a maggioranza femminile, questo confronto permette di affiancare nuove competenze al patrimonio di conoscenze costruito nel tempo.
La prospettiva per i prossimi anni comprende un ulteriore sviluppo commerciale sui mercati internazionali e una maggiore riconoscibilità del marchio presso i consumatori più giovani. L’intenzione è proseguire nella crescita mantenendo le caratteristiche produttive e qualitative che hanno accompagnato l’azienda dalla fondazione.
“Vorremmo che tra altri 20 o 30 anni Majani, il primo cioccolato d’Italia, fosse ancora riconosciuta come un punto di riferimento del cioccolato di alta qualità – conclude Vittoria Mezzadri Majani – capace di evolversi senza perdere le caratteristiche che l’hanno resa riconoscibile. La nostra ambizione non è semplicemente crescere, ma continuare a essere rilevanti, desiderabili e autentici. I 230 anni sono un nuovo punto di partenza: guardare al domani per continuare a costruire il futuro insieme alle nuove generazioni e a quelle che verranno”.
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