Home Ambiente e Sostenibilità Rating ESG nel Food&Beverage italiano: 7 aziende raggiungono il Sustainable Grade

Rating ESG nel Food&Beverage italiano: 7 aziende raggiungono il Sustainable Grade

Standard Ethics aggiorna il cluster italiano Food&Beverage: 7 aziende su 30 raggiungono il Sustainable Grade, con tre variazioni nei rating.

0

Il 23% delle 30 aziende italiane del Food&Beverage monitorate da Standard Ethics raggiunge attualmente il livello Sustainable Grade. È quanto emerge dall’aggiornamento dei Corporate Standard Ethics Rating (SER) delle società incluse nel SE Food&Beverage Sustainability Italian Cluster.

La quota è salita di tre punti percentuali rispetto al 2022, anno in cui Standard Ethics ha iniziato il monitoraggio delle società a livello di gruppo: allora le aziende con Sustainable Grade rappresentavano il 20% del campione. Il restante 77% si colloca invece nel livello definito dall’agenzia Not Fully Sustainable Grade.

Sette aziende con rating pari o superiore a “EE-”

Nel sistema di valutazione adottato da Standard Ethics, sette società raggiungono attualmente un rating pari o superiore a “EE-”.

Casillo Group e Illycaffè presentano un rating “EE”, mentre A. Loacker, Bolton Group, Eurovo, La Doria e Lavazza sono classificate “EE-”.

Nel corso degli ultimi due anni Standard Ethics segnala tre modifiche ai rating delle aziende comprese nel cluster. A GranTerre, nel gennaio 2026, e De Cecco, nell’aprile 2026, è stato assegnato un Outlook Positivo, con entrambe le società attualmente classificate “E”. Lavazza ha invece registrato l’innalzamento del rating a “EE-”, entrando così nel Sustainable Grade.

Tra le società con rating “E+” figurano Bauli, con Outlook Positivo, Barilla, Cereal Docks, Colussi, Conserve Italia, Ferrero, Fileni Alimentare, Granarolo, M. Zanetti Beverage, Mutti, NewPrinces Group, Orsero e Sammontana.

Il rating “E” riguarda invece De Cecco, GranTerre e Pastificio Rana, tutte con Outlook Positivo, oltre a Campari, Gruppo Amadori, Gruppo Cremonini, Gruppo Veronesi, Salumificio F.lli Beretta, San Benedetto e Unigra.

La scala dello Standard Ethics Rating comprende nove livelli, da “EEE” a “F”. Secondo la metodologia dell’agenzia, un rating pari o superiore a “EE-” indica un livello di conformità che rientra nel Sustainable Grade. Il SER è un rating aggregato definito come opinione ESG nell’ambito del Regolamento UE 2024/3005.

Il quadro ESG secondo Standard Ethics

Nell’analisi che accompagna l’aggiornamento dei rating, Standard Ethics osserva che negli ultimi quattro anni l’allineamento alle indicazioni internazionali sulla sostenibilità di ONU, OCSE e Unione Europea avrebbe registrato un avanzamento limitato.

Secondo l’agenzia, le pratiche ESG delle aziende tendono a concentrarsi maggiormente su singoli prodotti e su specifici ambiti delle relative filiere. Standard Ethics rileva invece una minore diffusione, a livello complessivo, di strumenti come strategie di lungo periodo, policy di sostenibilità, modelli di governance, gestione dei rischi ESG e rating indipendenti e sollecitati.

L’agenzia segnala inoltre che, in alcuni casi, non sarebbero disponibili alcune delle informazioni di base auspicate da ONU, OCSE e UE. Secondo Standard Ethics rimangono quindi spazi di sviluppo sia nella qualità e disponibilità delle informazioni ESG sia nella comunicazione del posizionamento delle aziende rispetto agli obiettivi internazionali in campo ambientale, sociale e di governance e alle relative tempistiche.

Il monitoraggio passa a Standard Ethics Europe

Il monitoraggio proseguirà attraverso Standard Ethics Europe, che ha assunto definitivamente da Standard Ethics Ltd l’emissione dello Standard Ethics Rating nell’Unione Europea.

Leggi l’articolo anche su Horecanews.it

Exit mobile version