Home Ambiente e Sostenibilità Rating ESG nel Food&Beverage italiano: 7 aziende raggiungono il Sustainable Grade

Rating ESG nel Food&Beverage italiano: 7 aziende raggiungono il Sustainable Grade

Standard Ethics aggiorna il cluster italiano Food&Beverage: 7 aziende su 30 raggiungono il Sustainable Grade, con tre variazioni nei rating.

0
48

Il 23% delle 30 aziende italiane del Food&Beverage monitorate da Standard Ethics raggiunge attualmente il livello Sustainable Grade. È quanto emerge dall’aggiornamento dei Corporate Standard Ethics Rating (SER) delle società incluse nel SE Food&Beverage Sustainability Italian Cluster.

La quota è salita di tre punti percentuali rispetto al 2022, anno in cui Standard Ethics ha iniziato il monitoraggio delle società a livello di gruppo: allora le aziende con Sustainable Grade rappresentavano il 20% del campione. Il restante 77% si colloca invece nel livello definito dall’agenzia Not Fully Sustainable Grade.

Sette aziende con rating pari o superiore a “EE-”

Nel sistema di valutazione adottato da Standard Ethics, sette società raggiungono attualmente un rating pari o superiore a “EE-”.

Casillo Group e Illycaffè presentano un rating “EE”, mentre A. Loacker, Bolton Group, Eurovo, La Doria e Lavazza sono classificate “EE-”.

Nel corso degli ultimi due anni Standard Ethics segnala tre modifiche ai rating delle aziende comprese nel cluster. A GranTerre, nel gennaio 2026, e De Cecco, nell’aprile 2026, è stato assegnato un Outlook Positivo, con entrambe le società attualmente classificate “E”. Lavazza ha invece registrato l’innalzamento del rating a “EE-”, entrando così nel Sustainable Grade.

Tra le società con rating “E+” figurano Bauli, con Outlook Positivo, Barilla, Cereal Docks, Colussi, Conserve Italia, Ferrero, Fileni Alimentare, Granarolo, M. Zanetti Beverage, Mutti, NewPrinces Group, Orsero e Sammontana.

Il rating “E” riguarda invece De Cecco, GranTerre e Pastificio Rana, tutte con Outlook Positivo, oltre a Campari, Gruppo Amadori, Gruppo Cremonini, Gruppo Veronesi, Salumificio F.lli Beretta, San Benedetto e Unigra.

La scala dello Standard Ethics Rating comprende nove livelli, da “EEE” a “F”. Secondo la metodologia dell’agenzia, un rating pari o superiore a “EE-” indica un livello di conformità che rientra nel Sustainable Grade. Il SER è un rating aggregato definito come opinione ESG nell’ambito del Regolamento UE 2024/3005.

Il quadro ESG secondo Standard Ethics

Nell’analisi che accompagna l’aggiornamento dei rating, Standard Ethics osserva che negli ultimi quattro anni l’allineamento alle indicazioni internazionali sulla sostenibilità di ONU, OCSE e Unione Europea avrebbe registrato un avanzamento limitato.

Secondo l’agenzia, le pratiche ESG delle aziende tendono a concentrarsi maggiormente su singoli prodotti e su specifici ambiti delle relative filiere. Standard Ethics rileva invece una minore diffusione, a livello complessivo, di strumenti come strategie di lungo periodo, policy di sostenibilità, modelli di governance, gestione dei rischi ESG e rating indipendenti e sollecitati.

L’agenzia segnala inoltre che, in alcuni casi, non sarebbero disponibili alcune delle informazioni di base auspicate da ONU, OCSE e UE. Secondo Standard Ethics rimangono quindi spazi di sviluppo sia nella qualità e disponibilità delle informazioni ESG sia nella comunicazione del posizionamento delle aziende rispetto agli obiettivi internazionali in campo ambientale, sociale e di governance e alle relative tempistiche.

Il monitoraggio passa a Standard Ethics Europe

Il monitoraggio proseguirà attraverso Standard Ethics Europe, che ha assunto definitivamente da Standard Ethics Ltd l’emissione dello Standard Ethics Rating nell’Unione Europea.

Leggi l’articolo anche su Horecanews.it