La Guida agli Extravergini Slow Food 2026 è pronta!

Slow Food presenta la sua Guida agli Extravergini 2026, tra biodiversità e qualità, con un appello per salvare l'olivicoltura italiana.

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Scegliere un olio extravergine di qualità diventa più facile con la Guida agli Extravergini 2026 di Slow Food Italia, disponibile sullo store di Slow Food Editore dal 9 aprile. Il volume censisce 766 aziende produttrici e 1211 oli extravergini selezionati su oltre 1500 degustati, con 573 certificazioni biologiche e 130 etichette recensite per la prima volta. Uno strumento che non si limita alla valutazione organolettica, ma racconta territori, scelte produttive e storie di persone: un ritratto dell’olivicoltura italiana nella sua complessità, tra difficoltà strutturali e straordinarie potenzialità.

A orientare il lettore, un sistema articolato di riconoscimenti: 244 in totale, di cui 102 Grandi Oli e 142 Grandi Oli Slow, più 51 chiocciole assegnate alle aziende che meglio incarnano i valori Slow Food. Segnalate anche 228 etichette del Presidio Slow Food degli olivi secolari. La guida ha anche una vocazione esperienziale: indica 106 aziende con ristorante e 170 con possibilità di alloggio, invitando i lettori a visitare i produttori e scoprire direttamente il patrimonio olivicolo. 561 realtà offrono sconti ai soci Slow Food.

Il valore di questo patrimonio è sintetizzato da Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia: «L’olio extravergine di oliva è il filo rosso, anzi dorato, che connota la cucina italiana, riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO il 10 dicembre 2025». Un primato che poggia su oltre 530 cultivar nazionali — un numero senza eguali al mondo — capaci di generare un ventaglio di sapori, profumi e colori che riflette la straordinaria varietà di climi, paesaggi e tradizioni del territorio italiano. Un patrimonio fragile, avverte Nappini, che va riconosciuto e tutelato adesso più che mai.

Il quadro produttivo, tuttavia, presenta ombre significative. Marco Antonucci, esperto della Guida, ricorda che «nonostante si legga da più parti che la produzione di olio di oliva 2025/26 sia stata generosa e del 30% superiore rispetto allo scorso anno, l’olivicoltura italiana in realtà è in difficoltà: infatti la produzione nazionale negli ultimi 20 anni si è più che dimezzata». Cambiamenti climatici, abbandono degli oliveti storici e diffusione degli impianti superintensivi — esclusi dalla guida — sono le principali cause di un declino che penalizza qualità, biodiversità e paesaggio.

La curatrice Francesca Baldereschi inquadra la missione della guida con chiarezza: «Non ci limitiamo a valutare la bontà di un prodotto, ma raccontiamo le storie di famiglie, giovani imprenditori e territori difficili che trovano nell’olivo una possibilità di futuro. In ogni bottiglia convivono memoria e innovazione, fatica e visione». Un invito, per il consumatore, a scegliere con consapevolezza: conoscere l’olio, imparare a riconoscerne la qualità e sostenere chi lo produce nel rispetto dell’ambiente e del territorio.

La guida sarà presentata ufficialmente sabato 11 aprile alle ore 9.30 al Cinema Teatro di Torri del Benaco (VR), nell’ambito della Festa dell’Olio. Seguiranno banchi d’assaggio sul molo De Paoli dalle 14 alle 18 (domenica dalle 10 alle 18) e sei Laboratori del Gusto — cinque sull’olio, uno sui vini del lago di Garda — a ingresso libero fino a esaurimento posti, con prenotazione consigliata. La pubblicazione è realizzata con il sostegno di Gruppo Saida, BioEsperia, RICREA e Gruppo ASA.