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Le Conserve della Nonna racconta la filiera dell’amarena modenese

Le Conserve della Nonna apre le porte del sito produttivo di Ravarino per raccontare numeri, strategie e segreti produttivi della confettura di amarene

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La confettura di amarene nasce da una filiera che unisce agricoltura, trasformazione e legame con il territorio. È questo il tema al centro di Amarena Day, l’iniziativa organizzata da Le Conserve della Nonna il 17 giugno nello stabilimento di Ravarino, in provincia di Modena, dove giornalisti e operatori dell’informazione hanno seguito da vicino le fasi produttive dedicate a una delle referenze più rappresentative del marchio.

La giornata ha alternato la visita agli impianti industriali a un approfondimento sul territorio modenese e sui luoghi di coltivazione. Al centro, la lavorazione delle amarene e il rapporto tra l’azienda, i produttori locali e una materia prima legata alla stagionalità.

Lo stabilimento di Ravarino, dove viene realizzata una parte rilevante della produzione del brand, si estende su circa 20.000 metri quadrati. La copertura è in larga parte occupata da pannelli fotovoltaici, in grado di soddisfare il 75% del fabbisogno energetico aziendale. Ogni anno dallo stabilimento escono circa 35 milioni di vasi tra passate, sughi, conserve, condimenti e confetture.

Tra le principali campagne produttive rientrano pomodoro, carciofi, ciliegie, prugne e amarene. Queste ultime vengono lavorate nel pieno della loro stagionalità, con l’obiettivo di preservarne le caratteristiche organolettiche e il legame con l’area di provenienza.

Protagonista della giornata è stata la lavorazione delle amarene provenienti dalla Cooperativa Modenese Essiccazione Frutta, realtà che riunisce produttori e conferitori dell’area modenese. Particolare attenzione è stata riservata all’Amarena Brusca di Modena IGP, una delle espressioni più riconoscibili della tradizione agroalimentare emiliana. La relativa confettura è realizzata esclusivamente con amarene e zucchero, senza conservanti, addensanti o pectina, nel rispetto di quanto previsto dal disciplinare di produzione.

I volumi della lavorazione sono rilevanti: ogni anno vengono trasformati circa 220 mila chilogrammi di prodotto fresco, per una produzione che raggiunge circa 350 mila vasi dedicati all’amarena.

La visita ha permesso di osservare l’impostazione produttiva di Le Conserve della Nonna, fondata su un’elevata percentuale di frutta, lavorazioni tradizionali, impiego di materie prime stagionali e territoriali e ricerca di consistenze e sapori vicini alle preparazioni domestiche.

La Confettura Extra di Amarene dell’Emilia-Romagna, in particolare, contiene l’80% di frutta fresca. Per la Confettura di Amarene Brusche di Modena IGP si arriva invece fino a 160 grammi di frutta fresca per ogni 100 grammi di prodotto finito, un dato che restituisce il livello di concentrazione della preparazione.

Il percorso è proseguito presso l’agriturismo La Lupa, nel territorio di Castelfranco Emilia, dove la visita ai frutteti ha completato il racconto della filiera. Tra gli alberi di amarena emerge il legame tra questa coltivazione e il territorio modenese, favorito da condizioni pedoclimatiche particolarmente adatte alla crescita del ciliegio acido.

La tappa nei campi ha riportato l’attenzione su una componente spesso poco visibile al consumatore finale: dietro ogni vaso di confettura si trova un patrimonio agricolo fatto di competenze, stagionalità e relazioni consolidate tra industria e produttori locali.

L’incontro è stato anche un’occasione per fare il punto sul posizionamento di Le Conserve della Nonna nel mercato grocery. Nato nel 1973 nel territorio modenese, il marchio ha costruito la propria identità su ricette semplici, ingredienti selezionati, valorizzazione delle tradizioni gastronomiche regionali e confezionamento prevalentemente in vetro trasparente, elemento associato a qualità e autenticità.

L’assortimento comprende passate di pomodoro, sughi pronti, pesti, confetture, sottoli, sottaceti, creme vegetali e legumi conservati. Una proposta che colloca il brand nel segmento del “premium accessibile”, in una fascia intermedia tra le grandi marche mainstream e le specialità gourmet.

La visita ha inoltre offerto un quadro delle attuali dimensioni industriali del gruppo. Nel 2025 Gruppo Fini ha registrato un fatturato di 66 milioni di euro, sviluppato per l’85% sul mercato italiano e per il restante 15% all’estero.

L’azienda conta complessivamente 160 collaboratori ed esporta in oltre 35 Paesi. Il marchio Fini, specializzato nella pasta fresca ripiena, è presente in circa 30 mercati internazionali.

Sul piano societario, il gruppo è controllato al 100% da Holding Carisma, holding industriale italiana con sede a Milano che investe in piccole e medie imprese ad alto potenziale nei settori food, luxury, retail e servizi professionali. Alla guida della holding figura Giovanni Cagnoli, già fondatore e CEO di Bain & Company Italia, con esperienza nelle strategie di crescita e nelle operazioni di turnaround.

Amarena Day ha quindi ricostruito il percorso che porta l’amarena modenese dalla coltivazione al prodotto finito, mettendo in relazione tradizione agricola e organizzazione industriale. In un mercato attento alla trasparenza delle filiere e all’origine delle materie prime, la lavorazione dell’amarena mostra il peso che territorio, stagionalità e rapporti con i produttori possono avere anche nella costruzione di un prodotto destinato alla grande distribuzione.

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