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Pasta e obesità infantile, Unione Italiana Food richiama le evidenze scientifiche

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Il rapporto tra alimentazione e obesità infantile deve essere valutato considerando l’intera dieta, gli stili di vita, l’attività fisica e i diversi fattori ambientali e comportamentali. A sottolinearlo sono i Pastai di Unione Italiana Food, intervenuti in riferimento all’articolo pubblicato dalla BBC sul tema.

La letteratura internazionale descrive infatti sovrappeso e obesità infantile come fenomeni complessi e multifattoriali. Le evidenze scientifiche disponibili non attribuiscono un ruolo causale alla pasta né agli altri alimenti centrali della tradizione mediterranea e non individuano nel consumo di un singolo alimento una causa diretta del sovrappeso.

Un ulteriore riferimento è rappresentato dal Consensus Statement “Healthy Pasta Meal”, rinnovato nel 2025 da Unione Italiana Food, dalla Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione (SISA) e dal CEPEA. Sottoscritto da 29 scienziati provenienti da 9 Paesi, il documento ribadisce il ruolo della pasta all’interno di un modello alimentare equilibrato e segnala come il suo consumo non sia associato all’obesità, potendo contribuire al benessere metabolico, cardiovascolare e nutrizionale.

Consumata nelle corrette porzioni e inserita in un’alimentazione varia ed equilibrata, la pasta resta uno dei pilastri della Dieta Mediterranea. Gli studi più recenti ne confermano il contributo all’adeguatezza nutrizionale della dieta e al benessere metabolico e cardiovascolare. L’abbinamento con verdure, legumi e altri alimenti di origine vegetale permette inoltre di costruire pasti completi ed equilibrati.

“Quando si affrontano temi delicati come l’obesità infantile è fondamentale evitare semplificazioni che rischiano di distogliere l’attenzione dalle vere cause del fenomeno. Come industria alimentare crediamo sia nostro dovere promuovere un’informazione corretta, fondata sulle evidenze scientifiche e su una cultura dell’equilibrio alimentare. La pasta è da sempre uno dei simboli della Dieta Mediterranea e continua a rappresentare un alimento pienamente coerente con uno stile di vita sano, nell’ambito di un’alimentazione varia ed equilibrata”, dichiara Margherita Mastromauro, Presidente dei Pastai di Unione Italiana Food.

Margherita Mastromauro

Sul contributo nutrizionale dell’alimento interviene anche Silvia Migliaccio, Presidente Società Italiana Scienza dell’Alimentazione (SISA).

“Le evidenze attuali confermano che la pasta, se consumata nell’ambito di una dieta equilibrata, contribuisce all’adeguatezza nutrizionale, al benessere metabolico e alla sostenibilità ambientale” – commenta Silvia Migliaccio, Presidente Società Italiana Scienza dell’Alimentazione (SISA) – “Il consumo di pasta è stato anche collegato a un ridotto rischio di malattie cardiovascolari, senza aumentare l’incidenza del diabete, migliorando il senso di sazietà, fornendo al contempo proprietà antiossidanti e prebiotiche. La ricerca in corso suggerisce possibili effetti cronobiologici, come il miglioramento del sonno e della regolazione circadiana, soprattutto quando la pasta viene consumata a cena. Nel complesso, la pasta emerge come un alimento nutrizionalmente prezioso, culturalmente significativo e rispettoso dell’ambiente che sostiene sia la salute umana che quella del pianeta quando integrato in un modello alimentare equilibrato”.

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