L’ortofrutta italiana vola: il valore arriva a 19 miliardi

19 miliardi il valore dell'ortofrutta italiana: il Paese è secondo produttore UE e 12° nel ranking mondiale. Avocado e mirtilli tra i consumi in crescita.

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L’ortofrutta rappresenta uno degli assi portanti del sistema agroalimentare italiano: quasi un terzo del valore dell’intera produzione agricola nazionale, un ruolo di primo piano nell’Unione Europea e consumi interni che riservano più di una sorpresa. I dati più recenti fotografano una domanda in evoluzione, con la frutta esotica che aggredisce le classifiche di crescita e il fresco che torna protagonista nei punti vendita. I numeri raccontano un settore tutt’altro che statico.

Le rilevazioni di Nomisma collocano l’Italia al secondo posto in Europa sia per la produzione di ortaggi — pomodoro da industria compreso — sia per quella di frutta, frutta secca inclusa, con una quota pari al 17% del valore ortofrutticolo generato nell’intera UE. Sul versante delle vendite al dettaglio, i dati Ismea evidenziano per gli ortaggi un incremento dei volumi del 2,6%, sostenuto principalmente dal comparto fresco: gli ortaggi freschi crescono del 3,5%, le patate del 5,1%. IV gamma e surgelati restano pressoché invariati, mentre le conserve di pomodoro avanzano dell’1,4% in volume con una lieve discesa dei prezzi. Per la frutta la spesa totale sale del 2,7%: i succhi arretrano del 6,5%, ma i consumi si spostano con decisione verso frutti rossi, tropicali e in guscio. Le performance più significative riguardano avocado (+47%), mango (+36,4%), melograno e mirtilli (entrambi a +25,9%), fragole (+8,9%), kiwi (+7,2%). Segnali positivi anche per il biologico confezionato, con i volumi in rialzo dell’1,8% e la spesa a +7%.

Il punto di incontro internazionale per l’intera filiera è fissato al Rimini Expo Centre, dove dal 21 al 23 aprile 2026 Macfrut riunirà gli operatori di tutto il mondo. Tre giornate per confrontarsi su business, innovazione e prospettive di un comparto che, esteso all’intera catena del valore, raggiunge i 60 miliardi di euro e contribuisce insieme alle conserve vegetali per il 18% all’export agroalimentare italiano.

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