I surgelati non sono più un ripiego. Sono diventati una scelta consapevole, radicata nelle abitudini alimentari degli italiani, sostenuta da dati di consumo in crescita costante e da una performance anti-spreco che pochi altri alimenti possono vantare. A confermarlo sono i risultati presentati al seminario “Il futuro del freddo”, promosso dalla Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari (SSICA) con la collaborazione di Linde Gas Italia, che ha riunito industria e ricerca a Parma l’11 marzo scorso.
Un consumatore cambiato
Il profilo di chi acquista surgelati è profondamente mutato. Secondo il Rapporto 2024 di IIAS, i consumi in Italia hanno superato per il secondo anno consecutivo 1 milione di tonnellate, con una crescita del 2,3% e un pro capite di 17,5 kg annui. I dati 2025 sul canale retail fotografano oltre 642.000 tonnellate consumate nelle abitazioni italiane, +1,1% rispetto al 2024 (fonte NielsenIQ). Un risultato che si stacca nettamente dalla contrazione generale degli acquisti alimentari nel Paese. Come ha sottolineato Giorgio Donegani, presidente IIAS: «Più di un italiano su due mette abitualmente in tavola prodotti surgelati. Non per convenienza emergenziale, ma per scelta consapevole.»
Qualità e convenienza, non compromessi
A guidare questa preferenza è un insieme di fattori che il consumatore ha imparato a riconoscere: qualità delle materie prime, apporto nutrizionale, sicurezza, trasparenza in etichetta e un rapporto qualità-prezzo difficile da battere. Un’indagine AstraRicerche condotta per IIAS ha rilevato che in 4 casi su 5 il surgelato consente un risparmio rispetto all’equivalente fresco, senza rinunciare alla qualità. Vegetali, pesce, patate, pizze, piatti pronti: categorie diverse accomunate dalla stessa logica di convenienza intelligente.
Lo spreco? Quasi inesistente
Il dato più sorprendente riguarda gli scarti alimentari. L’Osservatorio Waste Watcher, citato nel Rapporto IIAS, rileva che solo il 2,2% del cibo sprecato dagli italiani è costituito da surgelati, pari a 14,9 grammi a settimana, nonostante i consumi siano cresciuti del 10% negli ultimi anni. Conservabilità prolungata, porzionabilità e pianificazione degli acquisti sono le leve che rendono questo risultato possibile, con benefici diretti sia sull’ambiente sia sul bilancio familiare.
La tecnologia che rende tutto questo possibile
Dietro le abitudini del consumatore c’è un’industria che investe in innovazione tecnologica. La surgelazione criogenica IQF (Individual Quick Freezing), dimostrata al seminario SSICA con l’impianto Cryoline CW di Linde Gas Italia, utilizza azoto liquido a -196°C per congelare individualmente ogni singolo pezzo, preservando struttura, colore e proprietà nutrizionali. «Questa tecnologia risponde in modo ottimale alla richiesta di prodotti facili da dosare e veloci da scongelare», ha spiegato Fabio Rolla, Cryogenic Freezing Expert di Linde Gas Italia. È proprio questa caratteristica a rendere il surgelato naturalmente compatibile con un uso frazionato e anti-spreco.
La direzione del mercato
Il quadro complessivo delinea un settore che ha saputo evolversi insieme ai propri consumatori. «Il seminario SSICA 2026 si pone quale punto di incontro tra industria, ricerca e istituzioni per discutere i trend emergenti e le tecnologie che stanno già delineando la nuova generazione della surgelazione alimentare», ha dichiarato Davide Calderone, presidente della SSICA. Un mercato maturo, ma tutt’altro che fermo.
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