Olio Capitale 2026: Trieste si conferma capitale dell’extravergine italiano

Olio Capitale 2026 a Trieste dal 13 al 15 marzo: 230 espositori, buyer da 13 Paesi, focus sul ricambio generazionale nell'olivicoltura italiana.

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Torna a Trieste, dal 13 al 15 marzo 2026, Olio Capitale, il salone dedicato all’olio extravergine d’oliva tipico e di qualità giunto alla sua diciottesima edizione. La location è il Generali Convention Center in Porto Vivo, nel cuore del Porto Vecchio triestino, e la manifestazione si preannuncia ancora una volta come il punto di riferimento nazionale per operatori, produttori e appassionati del settore.

I numeri parlano chiaro: 230 espositori da 14 regioni italiane e dalla Croazia, buyer provenienti da 13 Paesi, 25 ristoranti del territorio coinvolti con menu a base di extravergine e 10 bar che per l’occasione proporranno i cocktOIL. La fiera è organizzata dalla Camera di commercio Venezia Giulia tramite Aries, in co-organizzazione con il Comune di Trieste, con il supporto dell’Associazione nazionale delle Città dell’Olio, di Isnart con il progetto Mirabilia, di Io Sono Friuli Venezia Giulia e di Unioncamere.

Giovani protagonisti, non solo ospiti

Il segnale più significativo di questa edizione arriva dal convegno inaugurale: “Generazione Olio: custodire il futuro” mette al centro il passaggio generazionale nell’olivicoltura italiana, tema ancora poco dibattuto ma sempre più urgente. Il format scelto è dinamico, ispirato al talk televisivo, con una presentatrice esperta in divulgazione e una serie di testimonianze dirette: tre giovani imprenditori da Puglia, Abruzzo e Sardegna, aziende che hanno già vissuto il cambio generazionale nella gestione di frantoi, un giovane chef della Venezia Giulia e una realtà innovativa nell’oleoturismo.

“Senza giovani pronti a raccogliere la nostra eredità, rischiamo di perdere non soltanto aziende e produzioni, ma paesaggi, identità e storie familiari che attraversano i secoli” ha dichiarato Michele Sonnessa, presidente dell’Associazione Città dell’Olio, aggiungendo che oggi si assiste a un segnale incoraggiante: ragazze e ragazzi che tornano alla terra con competenze manageriali, sensibilità ambientale e padronanza degli strumenti digitali.

Su questa lunghezza d’onda si muove anche la sezione Olio Capitale Giovani, voluta dalla Camera di commercio Venezia Giulia per dare visibilità alle nuove leve del settore. Il presidente Antonio Paoletti ha spiegato come l’iniziativa intenda documentare la rivoluzione portata dalla Generazione Z e dai Millennials, dalla produzione alla commercializzazione fino alla promozione attraverso social, video e piattaforme di e-commerce. Paoletti ha inoltre anticipato un annuncio atteso durante la fiera: una collaborazione con la Fondazione Italiana Fegato per il Concorso Olio Capitale 2027, legata alle proprietà salutistiche dell’extravergine nell’ambito della Dieta Mediterranea, ulteriormente valorizzata dal riconoscimento Unesco della Cucina Italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità, ottenuto il 10 dicembre 2025.

Campagna 2025/2026: Italia in chiaroscuro, Tunisia da record

La fotografia della campagna olearia in corso, elaborata dall’ONAOO, restituisce un’Italia a due velocità. Il Sud tiene: la Puglia, con il 50% della produzione nazionale, traina un comparto che può contare anche sui buoni risultati di Calabria (circa 40.000 tonnellate) e Sicilia (circa 30.000 tonnellate). La produzione nazionale complessiva è stimata tra 270.000 e 290.000 tonnellate. Il centro-nord, invece, paga il conto di una siccità prolungata e degli attacchi di mosca olearia: la Liguria registra un calo stimato fino all’80%, con altre regioni che segnano flessioni superiori al 60%.

Sul piano internazionale, il dato che domina il panorama è il record storico della Tunisia, con stime tra 450.000 e 500.000 tonnellate. Anche il Marocco mette a segno una ripresa netta, praticamente raddoppiando i volumi rispetto alla stagione precedente. La Spagna si mantiene leader assoluto con oltre 1,3 milioni di tonnellate, mentre la Grecia soffre le stesse criticità climatiche e fitosanitarie del centro-nord italiano.

Una fiera che vale anche per la città

Oltre alla dimensione strettamente commerciale, Olio Capitale rappresenta per Trieste un’importante occasione di promozione turistica fuori stagione. La presidente di Isnart, Loretta Credaro, ha evidenziato come la filiera dell’olio abbia molto da offrire in termini di esperienze immersive, sempre più ricercate dalla domanda internazionale. Un valore che la città ha tutto l’interesse a valorizzare, confermando Olio Capitale come appuntamento imprescindibile nel calendario fieristico nazionale.