Il Gruppo Sanpellegrino illustra i primi risultati dello studio sui servizi ecosistemici e gli interventi implementati negli ultimi anni in Alta Valtellina per la tutela dell’acqua, degli habitat montani e della biodiversità nelle aree colpite dalla tempesta Vaia del 2018. L’eccezionale evento atmosferico aveva abbattuto circa 115 ettari di foresta nel Comune di Valdisotto, prevalentemente nella zona di Cepina dove sorge lo stabilimento di Levissima. I progetti di riforestazione, sviluppati in collaborazione con il Comune di Valdisotto, il Consorzio Forestale Alta Valtellina e l’Università degli Studi di Milano e avviati nel 2023, rappresentano un importante risultato all’interno di un programma più ampio che proseguirà fino al 2027.
Il piano di intervento si sviluppa per fasi: fino al 2027 continueranno le opere di bonifica, rimboschimento e bioingegneria del suolo per ridurre la caduta di massi e frane e limitare l’erosione. Una terza fase, dal 2028 al 2033, sarà dedicata alla manutenzione del bosco rigenerato dopo questi interventi.
Parallelamente agli interventi fisici, il Gruppo Sanpellegrino, supportato dall’Università degli Studi di Milano e dal Consorzio Forestale dell’Alta Valtellina, ha analizzato le opere effettuate nel biennio 2024-2025 ed eseguito una valutazione dei servizi ecosistemici – i benefici che la natura fornisce contribuendo alla stabilità ambientale e al benessere umano. I primi risultati presentati hanno evidenziato, attraverso indicatori ambientali ed economici, i danni provocati da Vaia e i benefici ripristinati grazie agli interventi di riqualificazione.
La tempesta aveva causato nei 115 ettari di foresta danneggiata del Comune di Valdisotto una perdita dello stock di legname superiore a 28.000 metri cubi. Grazie alle prime tranche di lavori, a oggi sono stati realizzati interventi su 51 ettari di bosco: 18 ettari di recupero di piante schiantate o colpite dal bostrico – un coleottero la cui proliferazione è stata favorita dalla marcescenza degli alberi caduti – 9 ettari di rimboschimenti e 24 ettari di interventi preventivi. Complessivamente sono stati rimossi 4.500 metri cubi di legno compromesso e piantati 15 mila alberi appartenenti a otto specie differenti.
Lo studio sui servizi ecosistemici condotto dall’Università degli Studi di Milano ha quantificato l’impatto economico degli interventi: le opere di riforestazione nelle aree più colpite della zona di Cepina, nel Comune di Valdisotto, consentiranno un aumento del valore della provvigione pari a 260.000 euro, passando da 1.140.000 euro a 1.400.000 euro secondo l’ultimo dato disponibile del prezzo del legname.
Gli interventi, valutati secondo indicatori scientifici, porteranno benefici quantificabili nel tempo. Tra questi emerge anche un incremento del volume di acqua rigenerata stimato in circa 1,4 milioni di metri cubi nel periodo 2023-2035, dato particolarmente significativo per un’azienda che opera nel settore delle acque minerali. È in corso inoltre un’indagine sui servizi turistici dell’area di Bormio, basata su oltre 300 questionari, che permetterà di valutare la percezione del territorio da parte di residenti e visitatori, il valore dei servizi socioeconomici principalmente legati al turismo e la disponibilità a contribuire economicamente alla preservazione dell’habitat.
Tra le iniziative per la tutela della biodiversità figura il progetto “Casette nido”, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, il Consorzio Forestale Alta Valtellina e il Parco Nazionale dello Stelvio. L’obiettivo è contribuire alla tutela della biodiversità ornitologica nelle aree colpite da Vaia, dove la tempesta aveva compromesso significativamente la presenza di specie insettivore come la cincia nera, che nidifica esclusivamente in cavità presenti in alberi maturi.
Per favorire la ricolonizzazione naturale sono state installate 40 casette-nido, attualmente monitorate dai ricercatori attraverso 50 punti di ascolto che hanno permesso di osservare già le prime covate. Sono state inoltre posizionate 10 casette-nido dedicate alla civetta nana, rapace simbolo delle alte quote e specie a rischio.
L’impegno di Sanpellegrino per la tutela degli ambienti montani si inserisce in una collaborazione di oltre 17 anni con l’Università degli Studi di Milano e le istituzioni locali della Valtellina. Questa partnership ha portato alla realizzazione del primo catasto di tutti i ghiacciai alpini – con dati e informazioni sui 903 ghiacciai presenti sulle montagne italiane – e alla realizzazione di un programma di studio della criosfera. Le ricerche sono partite dal bacino glaciale Dosdè-Piazzi, da cui sgorga l’acqua Levissima, e dal 2014 le attività di campo includono anche il Ghiacciaio dei Forni, nel Parco dello Stelvio.




