Il birrificio Baladin porta sul mercato Open 2026, riedizione di una birra storica: la Blonde nata nel 1996 e servita fino ad oggi esclusivamente al pub Le Baladin di Piozzo, mai imbottigliata in precedenza. Il progetto nasce come omaggio ai primi anni del birrificio piemontese e alla creatività del suo fondatore, in un momento in cui non tutte le materie prime necessarie erano reperibili in Italia.
La differenza sostanziale rispetto alla ricetta originale sta proprio qui: Open 2026 è infatti realizzata con materie prime interamente italiane, un traguardo che tre decenni fa non era possibile raggiungere.
A firmare questa edizione speciale è Giuseppe Papasodaro, campione italiano di homebrewing 2025, a cui la birra è dedicata e che ha collaborato attivamente al progetto insieme al birrificio. Un ponte tra la produzione artigianale strutturata e il mondo dell’homebrewing amatoriale, sempre più qualificato.
Il prodotto sostituirà nei locali Baladin la linea omonima per un periodo limitato, salvo esaurimento scorte, ed sarà disponibile sia in fusto sia in un numero limitato di lattine, acquistabili anche tramite l’eCommerce ufficiale del birrificio.
Sul fronte organolettico, Open 2026 si presenta giallo paglierino dorato, con schiuma fine e persistente. Al naso prevalgono note di cereale con lievi sfumature fruttate di lievito; al palato l’attacco è amaricato e cerealicolo, per poi virare verso un finale dolce di cereale. Il risultato è una birra beverina e saporita, pensata per restituire l’atmosfera degli esordi di Baladin a un pubblico più ampio rispetto a quello storico del locale di Piozzo.
Il progetto ha visto anche il coinvolgimento di MoBi (Movimento Birrario Italiano), l’organizzazione che promuove il campionato italiano di homebrewing da cui proviene Papasodaro, a conferma di una crescente sinergia tra birrifici artigianali affermati e la comunità dei produttori amatoriali.




