Il mercato degli integratori in Italia non si ferma. I dati AstraRicerche

Oltre 35 milioni di italiani hanno usato integratori nell'ultimo anno: farmacia primo canale, ma l'online cresce. I dati di AstraRicerche.

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Il comparto degli integratori alimentari in Italia ha completato una trasformazione strutturale: da prodotto di nicchia destinato a target specifici a voce stabile nel paniere della popolazione generale. A fotografare questa maturità di mercato è la ricerca “Italiani e Integratori alimentari” condotta da AstraRicerche per Integratori & Salute, associazione aderente a Unione Italiana Food e Confindustria. I numeri parlano chiaro: oltre 35 milioni di italiani hanno fatto ricorso a questi prodotti nell’ultimo anno, con un italiano su tre che li acquista con regolarità mensile e quasi otto su dieci che ne riconosce un effetto positivo sul proprio benessere.

La distribuzione dei volumi racconta una geografia commerciale in transizione. La farmacia presidia saldamente la quota maggioritaria, con il 61% degli acquisti, forte di un posizionamento che unisce autorevolezza professionale e prossimità al consumatore. Ma è il canale online a registrare la dinamica più interessante dal punto di vista competitivo: con il 33%, supera già la grande distribuzione organizzata, ferma al 21,5%. Un sorpasso che segnala un cambiamento nelle abitudini d’acquisto, in particolare tra le generazioni più giovani, e che apre interrogativi sulla futura redistribuzione delle quote tra i canali.

Sul versante della domanda, il profilo del consumatore tipo si è evoluto: non si tratta più di un utilizzo episodico o legato a fasi acute, ma di un’integrazione strutturata nella routine. Quasi quattro italiani su dieci collocano questi prodotti all’interno di un approccio più ampio alla cura di sé, che include alimentazione, attività fisica e qualità del riposo. Le categorie a maggiore penetrazione sono gli integratori per le difese immunitarie (39%) e per l’energia fisica (37%), mentre cresce la quota dedicata al benessere mentale — sonno, stress, umore e concentrazione — a conferma di una domanda sempre più orientata alla persona nella sua globalità.

Il nodo che il settore deve ancora sciogliere riguarda la cultura di prodotto. Nonostante la diffusione capillare, la conoscenza reale degli integratori presenta lacune significative: più della metà degli italiani ritiene erroneamente che alcuni prodotti richiedano prescrizione medica, e solo il 40% sa che nessun integratore è soggetto a ricetta. Un deficit informativo che genera rischi tanto per il consumatore quanto per la reputazione del comparto. «Il mercato degli integratori in Italia ha dimostrato una resilienza straordinaria, evolvendo da settore di nicchia a pilastro fondamentale del mantenimento del benessere», afferma Germano Scarpa, Presidente di Integratori & Salute. «Gli italiani hanno compreso che l’integrazione, se inserita in uno stile di vita corretto e supportata dal parere di medici e farmacisti, è un investimento sulla longevità attiva. Il nostro impegno come associazione è da un lato continuare a investire in ricerca scientifica e innovazione nelle formulazioni per garantire prodotti sempre più efficaci e specifici; dall’altro, promuovere una corretta cultura di prodotto per abbattere i luoghi comuni che ancora ci sono.»

La traiettoria del comparto, secondo i dati, è dunque quella di un mercato solido e in espansione, ma che deve investire parallelamente su due fronti: innovazione di prodotto e innalzamento della qualità informativa. La partita si gioca anche sulla formazione dei professionisti sanitari — medici e farmacisti restano la prima fonte di orientamento per il 65% degli utilizzatori — e sulla capacità del settore di presidiare i canali digitali emergenti con contenuti attendibili, prima che lo spazio venga occupato da disinformazione.