Merendine italiane: evoluzione del settore tra tradizione e nuove esigenze nutrizionali

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Luca Ragaglini

Il mercato delle merendine italiane si distingue per un equilibrio consolidato tra heritage e sviluppo. Accanto ai prodotti storici, presenti da oltre mezzo secolo e ancora fortemente radicati nelle abitudini di consumo, emerge una spinta costante verso l’innovazione.

Secondo i dati di Unione Italiana Food, ogni anno vengono introdotte mediamente 8-10 nuove referenze. Si tratta del risultato di un articolato processo di ricerca e sviluppo, che richiede tempistiche comprese tra 1 e 5 anni — estendibili fino a un decennio — prima dell’immissione sul mercato.

Un simbolo del Made in Italy nel comparto bakery

“Le merendine rappresentano un prodotto iconico e rappresentativo del made in Italy, capace nel tempo di conquistare l’apprezzamento di diverse generazioni di italiani. Da una parte grazie all’innovazione che rappresenta uno dei plus principali del settore e dall’altra in virtù dell’unicità di un prodotto che è esclusivo del mercato italiano: in nessun altro Paese europeo esistono prodotti definiti con questo nome. Lo stesso concetto di merenda è una prerogativa che contraddistingue l’alimentazione dell’Italia e dei Paesi mediterranei, in contrapposizione allo ‘snacking’, tipico delle nazioni anglosassoni, dove si è soliti mangiare spesso, a tutte le ore, e prevalentemente fuori casa”, afferma Luca Ragaglini, Vice Direttore e Segretario del Settore Prodotti da Forno.

Evoluzione nutrizionale e porzionatura controllata

Le merendine affondano le proprie radici nella tradizione dolciaria italiana, configurandosi come versione monodose dei classici prodotti da forno domestici, a base di pan di spagna e pasta frolla.

Oggi il contenuto calorico varia dalle circa 110 kcal delle varianti più semplici fino alle 190 kcal di quelle più elaborate. Negli ultimi quindici anni, tuttavia, il comparto ha registrato un’evoluzione significativa sotto il profilo nutrizionale: porzioni più contenute (circa 35 grammi in media) e una riduzione rilevante di grassi saturi (-20%), zuccheri (-30%) e calorie (-21%).

“Le merendine – se consumate con moderazione e all’interno di un’alimentazione basata sulla varietà, mirata a garantire un apporto completo dei principali nutrienti – possono rappresentare un’alternativa assolutamente compatibile per la merenda e la colazione degli italiani”, conferma Michelangelo Giampietro, specialista in Scienza dell’Alimentazione.

Crescita del segmento rich-in: focus su ingredienti funzionali

Tra i driver di crescita più rilevanti si evidenzia il segmento rich-in, che include prodotti arricchiti con farine integrali, frutta, fibre, cereali e semi. Questa categoria ha registrato un’espansione significativa negli ultimi quindici anni, arrivando oggi a rappresentare il 23% del mercato.

Attualmente, oltre due merendine su dieci disponibili sugli scaffali rientrano in questa fascia. Tra le principali referenze si segnalano croissant integrali con frutta secca, prodotti con semi di girasole e chia, merendine di pasta frolla integrale con frutta e varianti di pan di spagna ai cinque cereali con farina integrale.

Innovazione di prodotto tra nuove farciture e ingredienti

L’innovazione nel comparto si esprime anche attraverso lo sviluppo di nuove ricette e combinazioni di ingredienti. Le farciture spaziano dalle creme alla nocciola, pistacchio e limone, fino ai frutti rossi, al cioccolato fondente e al miele.

Parallelamente, si affermano impasti arricchiti con yogurt greco, semi di lino, quinoa rossa e abbinamenti innovativi come pera e cioccolato o mela e cereali. Questo percorso evolutivo risponde a una domanda sempre più orientata verso gusto e benessere, con l’obiettivo di proporre prodotti coerenti con le più recenti linee guida nutrizionali.

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