Ron Matusalem punta su un nuovo look e sul food pairing per consolidare la propria posizione nel mercato dei rum super premium

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Per la prima volta in oltre 150 anni, l’azienda dominicana Ron Matusalem presenta una nuova bottiglia per le referenze premium e top premium Gran Reserva 15 e Gran Reserva 23 firmata dal direttore creativo francese Julien Zorzin.

IL RESTYLING DI RON MATUSALEM GRAN RESERVA 15 E 23

Le nuove bottiglie di Matusalem Gran Reserva 15 e Gran Reserva 23 sono state progettate per evocare l’artigianalità del legno, con una chiusura elegante in legno e sughero naturale. La bottiglia del Gran Reserva 23 si distingue per un effetto diamante trasparente, una colorazione nera al collo e un sigillo dorato con il logo e la firma di Claudio Álvarez Salazar, membro della quarta generazione della famiglia fondatrice.

LA PRESENTAZIONE A MILANO

Le due nuove bottiglie in Italia sono state presentate alla stampa al ristorante Il Marchese a Milano con una cena esclusiva nel segno del cocktail food pairing. Obiettivo? Mostrare le possibilità di abbinamento dei rum premium. Ecco quindi – per esempio – il crostone con bufala affumicata, carpaccio di salmone marinato alla rapa rossa e gel di mela verde con un drink a base di Gran Riserva 15 e ibiscus water. E ancora: al polpo con panko e chorizo è stato abbinato un drink con Gran Riserva 23 e vino Pedro Ximenez con crusta di cioccolato fondente 90% grattugiato e sale di Maldon e come garnish solo un paio di gocce di olio extravergine di oliva.

L’INTERVISTA A HEKTOR MONROY

Con Hektor Monroy, Head of Consumer Experience di Matusalem, abbiamo approfondito alcuni temi di stretta attualità a partire dalle nuove bottiglie per arrivare al cocktail food pairing e ai trend della mixology.

Perché fare un restyling delle bottiglie Gran Reserva 15 e Gran Reserva 23?
Abbiamo deciso di investire in una bottiglia con vetro intagliato con un’etichetta più elegante per sottolineare il nostro posizionamento nel segmento premium. La concorrenza è agguerrita e il packaging aiuta le vendite.

Matusalem è stato il primo rum prodotto con il metodo Solera. Per i non addetti ai lavori, che cosa significa?
Il metodo Solera era originariamente applicato a vini spagnoli e sherry e permette di miscelare, travasare e ripartire in diverse botti partite di vino, garantendo uniformità nelle proprietà organolettiche del vino. Una piramide composta da vari strati, le cui botti rimangono colme per circa un terzo.

È ormai da tempo che Matusalem punta sul dialogo con il mondo della ristorazione, non a caso il lancio delle nuove bottiglie passa dal food pairing.
Sì, vogliamo fare scoprire le potenzialità delle nostre referenze, in particolare di Riserve 15 e 23 in miscelazione, in abbinamento con i piatti. Il cocktail food pairing è un concetto che stiamo portando avanti da anni. Siamo uno dei pochissimi brand di spirits che ha un laboratorio di food pairing al suo interno e stiamo sviluppando molto questo settore. Proviamo, studiamo e riproviamo. Dieci anni fa era piuttosto scontato abbinare il vino bianco con il pesce, o il rosso con la carne. Ora non più, le possibilità sono cambiate e aumentate. Nel nostro mondo sarebbe riduttivo e limitante attestarsi solamente al binomio rum e cioccolato. Vogliamo trovare l’incontro perfetto tra rum e piatti.

Come va il cocktail food pairing?
Noi abbiamo ottimi risultati: sono sempre più numerosi gli chef che si avvicinano al mondo della mixology anche durante i pasti.

Quanto è importante per Matusalem il mondo dei cocktail?
Moltissimo. Non ci limitiamo a proporre ricette classiche, ma preferiamo investire in ricette ad hoc.

È per questo che da cinque anni Matusalem sponsorizza i World’s 50 Best Bars, la più prestigiosa classifica dei cocktail bar mondiali?
In un certo senso, sì. Questo investimento mira a porre il marchio al centro dell’attenzione dei bartender. Recentemente, è stata lanciata una competition internazionale in cui i partecipanti dovevano realizzare due ricette di drink a base di Matusalem Gran Reserva 15. I tre migliori bartender si ritroveranno in Spagna a luglio per la finale e il vincitore sarà ospite vip della serata di gala dei World’s 50 Best Bars 2024, a Madrid il prossimo 22 ottobre.

Veniamo ai cocktail summer trend 2024.
Vanno i cocktail low alcohol, dosati e beverini.

Anche nel resto del mondo, come in Italia, c’è una rivalutazione dei cocktail anni ’90?
Senza dubbio, ma parliamo di drink preparati con ingredienti di maggiore qualità rispetto al passato.

Guardiamo avanti. Prossime sfide?
Lanceremo nuovi rum premium.

Fonte: Horecanews.it