Frutta secca, mercati divergenti: arachidi in surplus, mandorle con quotazioni alte

Surplus di scorte per le arachidi e domanda interna debole per le mandorle USA: Areté analizza le dinamiche dei due mercati nel 2026

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Due mercati, due traiettorie opposte. Le arachidi si trovano in una fase di eccesso di offerta con scorte ai massimi pluriennali, mentre le mandorle registrano esportazioni in espansione a fronte di una domanda interna statunitense ai minimi dalla stagione 2012/13. È il quadro tracciato da Areté nel suo ultimo aggiornamento sui mercati delle materie prime agricole.

Arachidi

Surplus di offerta e scorte in accumulo: è la fotografia attuale del mercato globale delle arachidi, con gli Stati Uniti nel ruolo di principale protagonista. L’ultimo aggiornamento USDA rivede al ribasso gli utilizzi per la campagna 2025/26, segnalando una domanda interna in flessione e un calo delle esportazioni. Il risultato, a fronte di una produzione record, è un accumulo di scorte attese ai massimi degli ultimi anni. Il Sud America offre un quadro più frammentato: l’Argentina, nonostante un recente miglioramento delle condizioni meteo, vede la produzione in netto calo per la contrazione delle superfici coltivate e gli effetti prolungati della siccità. Il Brasile resta terreno di divergenza tra le stime: produzione stabile secondo l’USDA, possibile calo significativo secondo gli operatori locali. I prezzi, dopo aver toccato minimi pluriennali, mostrano un lieve recupero nei primi mesi del 2026, sostenuto dall’incertezza sul raccolto argentino. L’ampio cuscinetto di scorte disponibili limita però qualsiasi prospettiva di rialzo nel medio periodo.

Mandorle

Segnali contrastanti sul mercato globale delle mandorle. Negli Stati Uniti, le spedizioni di febbraio crescono del 17% su base mensile e del 12% annuo, con l’export a fare da traino (+27% mensile, +24% annuo). Il mercato interno rimane invece debole, con un calo del 20% annuo a febbraio e del 18% cumulato dall’inizio campagna — sui minimi dalla stagione 2012/13. Le esportazioni cumulate sfiorano le 535.000 tonnellate (+0,4% annuo), con Europa al 33% del totale, India al 18% e Sud-Est asiatico in forte crescita (+49% annuo). Le scorte USA si attestano a circa 453.000 tonnellate (+3,5% annuo), mentre la produzione 2025/26 è stimata a 1,22 milioni di tonnellate, in linea con la campagna precedente ma sensibilmente sotto le attese iniziali USDA di 1,36 milioni. Lo sguardo è già proiettato sulla campagna 2026/27, con una fioritura nel complesso positiva. In Australia la produzione 2026 è attesa a circa 167.000 tonnellate (+7% annuo), con le esportazioni oltre 127.000 tonnellate nel periodo marzo-gennaio e la Cina che assorbe oltre il 60% dei volumi. Le quotazioni USA restano elevate: la Carmel 23/25 EXW UK segna un +4% dall’inizio campagna, a circa 5.500 sterline per tonnellata. Le pressioni ribassiste nel medio termine restano tuttavia concrete, legate all’arrivo del nuovo raccolto australiano, alla debolezza della domanda interna e al possibile rallentamento dell’export verso il Medio Oriente.

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