Un giro d’affari da 8,4 miliardi, ma oggi si consuma un terzo del pane di 40 anni fa!

Dall'analisi dei dati Ipsos, riportata da Il Sole 24 Ore, vediamo come sono cambiati i consumi di pane in quarant'anni e le nuove abitudini di acquisto.

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Negli ultimi quattro decenni, le abitudini alimentari degli italiani sono cambiate significativamente, riducendo il consumo di pane a un terzo rispetto al passato. Sebbene il pane abbia perso la sua centralità nella dieta moderna, resta uno degli alimenti più amati e acquistati.

A parlarne è un articolo de Il Sole 24 Ore, che riporta i dati di un sondaggio condotto da Ipsos per Assopanificatori. Il 97% degli italiani consuma abitualmente pane, seppure con frequenze diverse, mentre solo il 3% ha completamente rinunciato a questo alimento.

In media, il consumo di pane degli italiani è calato drasticamente raggiungendo i 29/30 kg all’anno, con una media giornaliera di 80 grammi. Si registrava la stessa cifra nel 2019 (eravamo a 31 kg all’anno), ma se facciamo il confronto con il 1980 notiamo la differenza: 84 kg il consumo annuo pro capite.

Negli anni, la quantità di pane consumata si è ridotta, e ciò ha inciso sulla sopravvivenza delle imprese. – Ha dichiarato Davide Trombini, presidente di Assopanificatori Confesercenti. – I primi a pagarne le conseguenze sono stati i produttori e i distributori artigianali, anche perché la riduzione del consumo è stata accompagnata da una concorrenza sempre più aggressiva di prodotti confezionati e presurgelati, spesso senza una comunicazione efficace ai consumatori”.

Eppure, nonostante questo significativo calo nei consumi, la panificazione mantiene una sua centralità economica nel computo nazionale, con un fatturato che si aggira attorno agli 8,4 miliardi di euro.

Si legge su Il Sole 24 Ore che, nel 2023, si contavano in Italia circa 28.000 imprese del pane tra produttori e venditori, occupando 135.000 addetti nel comparto.
Inoltre, dal sondaggio Ipsos si rileva che del 97% di consumatori di pane, il 6% lo produce autonomamente a casa il restante 91% lo acquista. Tra gli acquirenti, il 26% compra quotidianamente, il 31% tre o quattro volte alla settimana, il 21% due volte alla settimana e il 14% una sola volta. I canali principali sono: i fornai con negozio annesso (37%) e i panettieri puri (15%), anche se la maggioranza relativa (45%) preferisce il supermercato. Tra questi ultimi, il 57% si serve al banco panetteria, il 26% acquista pane confezionato e il 17% opta per quello precongelato e cotto al momento.

Fonte: horecanews.it