Home Indagini e Ricerche Lo studio che ridefinisce il confronto tra fresco e pronto

Lo studio che ridefinisce il confronto tra fresco e pronto

Lo studio di AstraRicerche ribalta un luogo comune: tra sprechi, consumi domestici, tempo di preparazione e resa, frutta e verdure pronte sono più economiche.

0
35

Il comparto della frutta e verdura pronta al consumo incassa un dato che ne rafforza il posizionamento competitivo rispetto al fresco tradizionale: secondo una ricerca di AstraRicerche, presentata dal Gruppo Prodotti Ortofrutticoli di IV e V Gamma di Unione Italiana Food in occasione della Giornata nazionale dell’Insalata Mista del 14 luglio, i prodotti di IV e V gamma risultano più convenienti di quelli freschi acquistati interi, con un risparmio che arriva al 55% quando si considera il costo reale dell’intero processo di consumo.

Lo studio parte da un presupposto che il settore conosce bene ma che il consumatore spesso ignora: il prezzo di scaffale non coincide con il costo effettivo. A pesare sul confronto sono anche il tempo per fare la spesa, quello per lavare, sbucciare e tagliare, gli scarti di lavorazione e, quando è prevista la cottura, i consumi energetici. Per quantificare questi fattori, i ricercatori hanno incrociato i prezzi medi della grande distribuzione, la resa reale delle materie prime, i tempi medi di acquisto e preparazione, i costi energetici e un valore convenzionale del tempo pari a 9 euro lordi l’ora.

I casi analizzati offrono indicazioni utili anche in chiave di categoria merceologica. Sul cocco, la lavorazione domestica — rottura del guscio, eliminazione della cuticola, taglio, pulizia degli utensili — comporta una resa finale nettamente inferiore a quella dichiarata: il prodotto pronto genera un risparmio del 30%. Per l’ananas il costo complessivo delle due opzioni è sostanzialmente allineato, ma la IV gamma mantiene un vantaggio strutturale eliminando pulizia, taglio e sprechi, e consentendo un acquisto calibrato sulla quantità effettivamente necessaria. La macedonia, aggregando in un’unica referenza quattro frutti diversi, permette di superare in un solo acquisto la frammentazione di prezzi, tempi e scarti che il consumatore affronterebbe comprando i singoli ingredienti.

Il segmento in cui il differenziale si amplia maggiormente è quello di minestroni e zuppe di V gamma, prodotti già mondati, lavati e sottoposti a cottura. Qui la preparazione casalinga richiede l’acquisto di numerosi ingredienti distinti, ciascuno con proprio scarto e proprio tempo di lavorazione: il risparmio del prodotto pronto tocca i valori più alti dell’intera ricerca, tra il 42% e il 55%.

Per Simone Zerbinati, presidente del Gruppo Prodotti Ortofrutticoli di IV e V Gamma di Unione Italiana Food, il dato ha una ricaduta diretta sulla percezione di prodotto: «I risultati di questa ricerca contribuiscono a superare uno dei luoghi comuni più diffusi sui prodotti di IV e V gamma: quello secondo cui questi prodotti sarebbero semplicemente più costosi di frutta e verdura fresche, da preparare. Se si considera il costo reale dell’intero processo, e non soltanto il prezzo di acquisto, la prospettiva cambia. IV e V gamma offrono non solo praticità, sicurezza e qualità, ma anche un risparmio economico e di tempo che spesso viene sottovalutato».

Un dato che, oltre alla leva economica, rafforza anche il posizionamento del comparto sul fronte della sostenibilità: porzioni calibrate, azzeramento degli scarti in cucina e un risparmio idrico rilevante rispondono a una domanda di mercato in crescita, aprendo margini di comunicazione ulteriori per i brand del settore.