Era il 1901 quando Andrea Rachello prendeva in affitto il suo primo mulino a Cendon di Silea (TV), sulle rive del fiume Sile. Centoventicinque anni dopo, Molino Rachello è ancora lì — all’interno del Parco Naturale del Fiume Sile — guidata dalla sesta generazione della stessa famiglia: i fratelli Gabriele e Gianni, insieme ai figli Sara e Abramo. Un anniversario che il settore agroalimentare italiano celebra con un’azienda che ha saputo attraversare più di un secolo senza perdere né identità né slancio.
La storia di Molino Rachello è costruita su valori trasmessi da padre in figlio lungo sei generazioni: trasparenza nei rapporti con clienti e collaboratori, innovazione continua e un legame profondo con il territorio di appartenenza, tanto sul piano ambientale quanto su quello sociale. Farine di qualità prodotte con grano accuratamente selezionato, partnership solide con i clienti e un approccio produttivo integrato nel contesto locale sono i tratti distintivi che l’azienda ha saputo mantenere costanti nel tempo, pur rinnovandosi continuamente.
Una delle pagine più significative di questa storia è il 1999, anno in cui Molino Rachello ottiene la certificazione Bio, tra i primi molini in Italia. Una scelta consapevole e anticipatrice, che ha portato l’azienda a macinare cereali sia da agricoltura biologica che da agricoltura integrata e consapevole, privilegiando materia prima di origine italiana. Da questa filosofia nasce il progetto “Oasi Rachello”: una filiera 100% italiana certificata in ogni fase, costruita secondo i principi di un’economia etica, a garanzia di un reddito equo e del rispetto del benessere degli agricoltori coinvolti. I cereali crescono in aree incontaminate e protette da ogni forma di inquinamento, secondo un preciso disciplinare di coltivazione condiviso, su terreni distribuiti tra Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Toscana.
Il quadro del presente è fatto di investimenti concreti: la recente riqualificazione del 70% degli impianti strutturali testimonia un’azienda che non si accontenta di celebrare il passato. Presto un nuovo membro della famiglia entrerà in azienda con il ruolo di Innovation Manager, con l’obiettivo di portare idee di miglioramento e liberare l’organizzazione dalle attività minori, per concentrarsi sulla creazione di valore nel tempo. A spiegarlo è il CEO Gabriele Rachello: «Oggi in Italia sono rimasti circa 200 mulini: essere uno di questi dopo 125 anni è già un grande risultato di cui andiamo fieri. Questo mestiere fa parte della nostra storia familiare da intere generazioni: da bambini giocavamo tra i sacchi di grano, respirando ogni giorno i valori di questo mestiere – con un grande bagaglio di esperienza, guardiamo al futuro con la volontà di migliorarci continuamente, lavorando sulla qualità, sull’origine e sulla selezione delle materie prime, ma anche su tutto ciò che ruota attorno al prodotto: il servizio, il rapporto con i clienti, la cura dei collaboratori, l’ascolto e un approccio sempre più proattivo. Presto un nuovo membro della famiglia assumerà il ruolo di Innovation Manager, con l’obiettivo di proporre idee di miglioramento e sgravare l’organizzazione dalle attività minori, così da concentrarci su ciò che per noi conta davvero, ossia creare valore nel tempo».
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