La pressione di una “tabella di marcia” sociale continua a pesare sulla vita quotidiana di molti italiani: il 67% ritiene che il proprio percorso segua tappe in parte dettate dall’esterno, una percezione che tra i più giovani della Gen Z raggiunge l’81%. Eppure, accanto a questo dato emerge una direzione diversa, orientata verso un uso più consapevole del tempo.
È quanto evidenzia la ricerca “Gli italiani e il tempo ritrovato”, realizzata da AstraRicerche per Ichnusa su un campione rappresentativo della popolazione tra i 18 e i 70 anni. Il 46% degli intervistati afferma di aver già ritrovato il proprio ritmo, mentre il 38% si definisce “in controllo del proprio tempo” e il 9% dichiara di vivere “a passo lento, per godermi davvero quello che faccio”. Nel complesso, il 45% si dice soddisfatto del rapporto con il ritmo della propria vita.
Le priorità che emergono confermano questo cambiamento: il 59% degli italiani vorrebbe dedicare più tempo alle relazioni profonde, il 57% alla cura di sé e il 53% alle passioni personali. Il lavoro, invece, si colloca all’ultimo posto con il 21%, segno di una crescente attenzione verso una qualità della vita che non coincide necessariamente con la produttività. Per il 27% degli intervistati, il primo passo per ritrovare equilibrio passa da un cambio di mentalità, imparando a vivere il presente senza accelerazioni né rimpianti.
Questa ricerca di “tempo giusto” si riflette anche nei momenti quotidiani. Tra le esperienze considerate più rappresentative del “tempo ritrovato”, “una birra con gli amici” raccoglie il 54% delle preferenze, superando anche lo spegnere lo smartphone per qualche ora (53%). Bere una birra, da soli o in compagnia, è indicato dal 37% come uno degli spazi ideali per ritagliarsi tempo di qualità, accanto a una passeggiata all’aria aperta (62%) e al relax sul divano (61%).
Il valore attribuito al tempo si estende anche alle scelte di consumo. Il 96% degli italiani apprezza prodotti realizzati con cura e senza fretta: per il 50% rappresenta un segno di attenzione, mentre per il 46% è una scelta interessante se associata a un buon risultato. In questo contesto si inserisce Ichnusa Metodo Lento, novità del birrificio di Assemini, verso cui il 78% degli intervistati si dichiara interessato, con un picco dell’82% in Sardegna.
“Quando quasi 8 italiani su 10 ci dicono che vorrebbero provare Metodo Lento, capiamo che stiamo parlando di qualcosa di più grande di una bevanda”, commenta Cristina Newburgh, Marketing Manager Ichnusa. “Non è una questione di rallentare per forza, ma di dare il tempo giusto a ciò che conta: alle persone, ai momenti, alle cose fatte bene. Metodo Lento nasce esattamente da questa convinzione, la stessa con cui, ad Assemini, facciamo birra da più di cento anni”.
Proprio la Sardegna appare come un contesto in cui questo approccio è già più diffuso. Solo il 24% degli abitanti si definisce frenetico, rispetto al 38% della media nazionale, mentre la pressione della “tabella di marcia sociale” si ferma al 61%, contro il 70% del Nord-est. L’87% degli isolani condivide inoltre l’idea che dedicare il giusto tempo alle attività migliori i risultati. Nell’immaginario degli italiani, l’isola è fortemente associata al concetto di “tempo ritrovato”, evocato da esperienze come un aperitivo al tramonto ad Alghero, il silenzio del Supramonte o una cena lenta in Barbagia.
Alla base di Ichnusa Metodo Lento c’è proprio questa attenzione al tempo. I mastri birrai di Assemini hanno scelto di prolungare la fase di fermentazione, cuore del processo produttivo, permettendo al lievito di lavorare più a lungo. Ne deriva una lager chiara da 4,3% vol., dal corpo pieno e dal gusto equilibrato, in cui il luppolo emerge con maggiore definizione. Pensata per diverse occasioni di consumo, si affianca alla Ichnusa Non Filtrata e rappresenta un ulteriore capitolo nella storia centenaria dello storico birrificio di Assemini.
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