La Pera dell’Emilia Romagna IGP si distingue dal quadro difficile che caratterizza il settore pericolo a livello nazionale e regionale. I dati 2025 indicano superfici certificate pari a 3.150 ettari, una quota corrispondente a quasi il 30% dell’intera superficie regionale dedicata alla coltura. Il raffronto con la situazione di un decennio fa restituisce la misura della crescita: le superfici IGP non arrivavano allora a 700 ettari.
Nel corso della campagna commerciale 2025/26 i volumi venduti hanno superato con ampio margine quelli delle stagioni precedenti. L’incremento quantitativo si colloca attorno al 50%, mentre l’incidenza sul totale del prodotto lavorato ha raddoppiato il valore registrato nell’annata precedente. Il Consorzio di tutela ha orientato la propria azione verso la valorizzazione del prodotto e il rafforzamento del marchio IGP, con ricadute misurabili in termini di riconoscibilità e posizionamento commerciale.
Dal 2022 il Consorzio di Tutela della Pera dell’Emilia Romagna IGP ha intrapreso un rinnovato percorso promozionale. L’introduzione del nuovo bollino — concepito come strumento di identificazione della qualità e dell’origine territoriale — ha puntato ad aumentare la riconoscibilità del prodotto presso consumatori, operatori della ristorazione e della distribuzione. Tra le iniziative più recenti figura il progetto “Perfetto Frutto Gourmet”, sviluppato anche con il sostegno del MASAF, insieme ad altre azioni condotte con il contributo della Regione Emilia-Romagna.

«Questo dato conferma la centralità del marchio IGP nella filiera e ne sottolinea il ruolo trainante per l’intero comparto», afferma Giuliano Donati, Presidente del Consorzio della Pera dell’Emilia Romagna IGP. «Risultati che testimoniano l’importanza strategica della certificazione IGP, capace di offrire garanzie di qualità, tracciabilità e valore aggiunto e in un contesto di mercato sfidante, l’IGP si conferma quindi come scelta vincente per produttori e consumatori, segnando una vera e propria controtendenza rispetto ai dati nazionali e regionali», aggiunge Donati.

A livello nazionale la raccolta 2025 si è attestata a circa 293.000 tonnellate, con una flessione del 27% sul 2024 e un posizionamento sensibilmente inferiore alla capacità produttiva potenziale. La regione Emilia-Romagna ha registrato anch’essa una contrazione, con 174.000 tonnellate raccolte e un calo del 30% rispetto all’anno precedente. In questo scenario la qualità del prodotto IGP ha mantenuto standard elevati, garantendo al marchio una presenza rilevante sul mercato.
Sul fronte dei consumi, il periodo luglio-dicembre 2025 ha fatto registrare in Italia 46.000 tonnellate, con una riduzione del 7% rispetto allo stesso periodo del 2024, riconducibile in larga misura alla contrazione dell’offerta disponibile. La flessione dei consumi è rimasta comunque più contenuta rispetto alla riduzione produttiva. Sul piano del valore, la variazione negativa si è fermata al 2%, dato che segnala una tenuta della capacità di valorizzazione del prodotto di qualità, con la Pera dell’Emilia Romagna IGP in posizione centrale.
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