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BuyFood Toscana 2026 riunisce istituzioni e Consorzi: DOP economy oltre 1,3 miliardi

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Le produzioni certificate, il legame con il territorio e le prospettive dell’agroalimentare regionale sono stati al centro dell’ottava edizione di BuyFood Toscana 2026, che ha riunito a Firenze istituzioni, organizzatori, Consorzi di tutela ed esperti del settore. La manifestazione, promossa da Regione Toscana e Camera di Commercio di Firenze e organizzata da PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana in sinergia con la rete di Vetrina Toscana, ha ospitato la presentazione del rapporto economico elaborato da ISMEA per l’occasione. Dai dati emerge una DOP economy superiore a 1,32 miliardi di euro, all’interno di un comparto agroalimentare regionale che vale complessivamente 5,5 miliardi.

Il convegno “Agricoltura toscana: modello di buon vivere. Radici, qualità e valore delle produzioni DOP e IGP” si è svolto nella Sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali, docenti, chef e della conduttrice televisiva Licia Colò.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti dell’assessore regionale all’Agricoltura ed Economia Leonardo Marras, del consigliere delegato della Città Metropolitana di Firenze Carlo Boni e del presidente della Camera di commercio di Firenze Massimo Manetti.

La sessione dedicata al network organizzativo ha visto gli interventi di Gennaro Giliberti per la Regione Toscana, Aldo Cursano per PromoFirenze e Francesco Palumbo per Fondazione Sistema Toscana, che hanno approfondito la visione strategica dell’iniziativa. A illustrare i risultati del rapporto è stato Fabio Del Bravo, della Direzione Filiere e Analisi dei Mercati di ISMEA.

Dal gusto al territorio, i temi del confronto a BuyFood Toscana

Momento centrale del confronto a Palazzo Medici Riccardi è stato il talk “Dal gusto alla destinazione: un viaggio nel viaggio”, che ha visto la conduttrice Licia Colò a confronto con l’assessore Leonardo Marras sul principio del “fare bene fa bene”: la visione in cui cura della terra, salute e tutela del paesaggio si traducono in identità e valore per chi vive e visita la Toscana, arricchita dalla testimonianza culinaria dello chef Simone Cipriani.

A dare una base scientifica al binomio tra salute e territorio è stato il professor Pier Luigi Rossi (medico specialista in Scienza dell’Alimentazione e docente dell’Università di Siena), invitando a superare il mero calcolo calorico per guardare alla “qualità molecolare” del cibo. Il nostro organismo non si nutre di calorie, ma di molecole bioattive – come polifenoli e antiossidanti – capaci di favorire longevità e prevenzione. Composti che nascono dalla vitalità del terreno e da pratiche agricole non intensive, trasformando il terroir delle DOP e IGP toscane in una precisa garanzia di benessere a tavola.

Sul fronte della sostenibilità, il professor Giovanni Belletti dell’Ateneo fiorentino ha illustrato il progetto SOFIG, sostenuto dalla Regione Toscana che ha coinvolto la Fondazione PIN di Prato e 14 Consorzi di tutela. Un percorso concreto per dotare le filiere DOP e IGP di parametri oggettivi e condivisi con cui certificare le buone pratiche ambientali e sociali, trasformando la rendicontazione richiesta dall’Europa in un vantaggio competitivo sui mercati globali.

A completare la sessione scientifica è stata l’analisi presentata da Sara Turchetti (IRPET) sul ruolo insostituibile delle Indicazioni Geografiche nelle aree interne e montane della Toscana: un presidio economico e identitario fondamentale per contrastare lo spopolamento e l’abbandono del territorio, la cui efficacia si moltiplica quando la tutela della denominazione si integra in reti di cooperazione locale, servizi diffusi e turismo enogastronomico.

Il rapporto ISMEA e il valore della DOP economy toscana

Fra i principali contenuti della giornata, il rapporto ISMEA ha evidenziato il peso economico delle Indicazioni Geografiche regionali, che superano complessivamente 1,32 miliardi di euro, con circa 1,14 miliardi riconducibili alle produzioni vitivinicole e 187 milioni al comparto alimentare.

La Toscana detiene il primato nazionale per numero di denominazioni protette, con 90 riconoscimenti registrati a livello europeo, ai quali si aggiungono due bevande spiritose IG. Il patrimonio comprende 58 denominazioni vitivinicole e 32 alimentari, suddivise equamente in 16 DOP e 16 IGP, e coinvolge oltre 16.700 operatori.

Con un valore di 1,139 miliardi di euro, la regione occupa il terzo posto in Italia per impatto economico del vino IG. Le produzioni alimentari certificate, che generano 187 milioni di euro alla produzione e coinvolgono 11.327 operatori, collocano invece la Toscana fra le prime dieci regioni italiane.

Nel comparto food, oltre il 70% del valore produttivo si concentra in tre categorie. I prodotti a base di carne rappresentano il 28%, pari a 53 milioni di euro, seguiti dai prodotti da forno e dolciari con il 25% e 47 milioni e dai formaggi con il 20% e 37 milioni. L’olio extravergine di oliva raggiunge 34 milioni di euro, corrispondenti al 18% del valore, con un incremento del 9,4% nell’ultimo anno.

Cinque denominazioni concentrano da sole l’84% del valore delle IG alimentari toscane. I Cantuccini Toscani IGP, secondo prodotto dolciario IG a livello nazionale, raggiungono 40 milioni di euro. Seguono il Pecorino Toscano DOP con 35 milioni e il Prosciutto Toscano DOP con 34 milioni.

L’Olio Toscano IGP registra un valore di 32 milioni di euro, con una crescita dell’8,9% in valore e del 9,5% in volume, mentre la Finocchiona IGP si attesta a 15 milioni.

Imprese, biologico e agriturismo nel sistema regionale

Il rapporto presentato a BuyFood Toscana ha approfondito anche la struttura produttiva e il ruolo delle attività agricole nell’economia del territorio. Il sistema regionale comprende 41,5 mila imprese e 67 mila addetti, impegnati nelle attività agricole e nella trasformazione industriale.

La presenza dell’imprenditoria femminile è superiore alla media nazionale: il 30,4% delle aziende agricole toscane è guidato da donne, rispetto al 27,8% registrato in Italia.

Il territorio agricolo considerato dall’analisi si estende per 549 mila ettari, destinati per circa due terzi a cereali e foraggi e per un quarto a oliveti e vigneti.

Il biologico interessa 238 mila ettari, pari al 33,1% della superficie agricola utilizzata regionale, contro il 19,4% medio nazionale. La Toscana supera così, con anticipo, gli obiettivi europei fissati per il 2030. Il comparto si avvale di 13 distretti biologici e della seconda filiera italiana per numero di aziende che integrano coltivazione e trasformazione.

Al modello agricolo regionale è strettamente collegata anche l’accoglienza rurale. Con 5.859 strutture agrituristiche, oltre il 22% del totale nazionale, la Toscana è la prima regione italiana per offerta agrituristica.

La metà delle strutture produce direttamente alimenti DOP o IGP e oltre il 40% è biologico. Il settore registra 1,4 milioni di arrivi e più di 5 milioni di presenze, delle quali oltre il 70% internazionali, richiamate anche dalle esperienze enogastronomiche legate alle produzioni locali e a km zero.

Export agroalimentare, mercati e andamento delle produzioni certificate

Un’altra parte dell’analisi presentata durante BuyFood Toscana ha riguardato l’internazionalizzazione delle imprese agroalimentari regionali.

Il valore delle esportazioni raggiunge 3,6 miliardi di euro, corrispondenti al 5% dell’export agroalimentare nazionale e al 4,7% del totale delle merci esportate dalla Toscana.

Nel 2025 il comparto ha tuttavia registrato una contrazione del 7,8%, in controtendenza rispetto alla crescita del 4,9% dell’agroalimentare italiano e all’aumento del 21,3% delle esportazioni toscane complessive, sostenute dalla manifattura.

Sull’andamento hanno inciso le incertezze geopolitiche, le barriere tariffarie negli Stati Uniti, mercato dal quale dipende quasi un quarto delle vendite regionali, e il rientro dei prezzi dell’olio extravergine di oliva dopo i rincari record del 2024, provocati dalla carenza di prodotto.

Il confronto sui valori medi all’esportazione mostra comunque prezzi superiori alla media nazionale in 7 categorie su 11, dai vini fermi in bottiglia ai formaggi stagionati, fino ai prodotti della panetteria e della pasticceria.

Stati Uniti, Germania e Francia assorbono complessivamente il 44,8% delle vendite estere agroalimentari toscane.

Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato di destinazione, con il 23,2% dell’export regionale e oltre l’11,2% del food&wine italiano diretto nel Paese. Nel segmento dell’olio extravergine, il prodotto italiano a forte componente toscana detiene il 36,9% delle quote d’importazione, con prezzi medi superiori del 15% rispetto ai concorrenti spagnoli e tunisini.

La Germania assorbe il 13,4% delle esportazioni agroalimentari regionali. Qui i prodotti da forno e pasticceria toscani si collocano al secondo posto fra i fornitori esteri con il 16,3% del mercato. Anche salumi e insaccati occupano la seconda posizione, con una quota del 23,7%, mentre i formaggi stagionati risultano terzi con l’11,2%.

Considerando esclusivamente le Indicazioni Geografiche alimentari, il valore delle esportazioni raggiunge 91 milioni di euro.

I mercati extra-UE assorbono il 53% del totale, con gli Stati Uniti al primo posto per 34 milioni di euro, seguiti dal Regno Unito con 6 milioni e dal Canada con 4 milioni.

Il restante 47% è destinato ai Paesi dell’Unione Europea, dove la Germania guida le vendite con 31 milioni di euro, davanti alla Francia con 3 milioni e ai Paesi Bassi con 2 milioni.

L’olio extravergine certificato rappresenta il 46% del valore delle IG alimentari esportate, seguito dai prodotti a base di carne con il 25% e dai prodotti dolciari e di panetteria con il 24%. Per queste filiere il rapporto evidenzia un andamento espansivo e prospettive di ulteriore penetrazione sui mercati internazionali.

BuyFood Toscana, i riconoscimenti ai Consorzi di tutela

La giornata di BuyFood Toscana ha riservato spazio anche alla storia delle denominazioni regionali, con la consegna degli attestati ai Consorzi di tutela in occasione degli anniversari di fondazione e riconoscimento.

Il traguardo dei trent’anni ha riguardato sei denominazioni: Pecorino Toscano DOP, Prosciutto Toscano DOP, Pecorino Romano DOP, Farro della Garfagnana IGP, Marrone del Mugello IGP e Fungo di Borgotaro IGP/DOP.

Per i venticinque anni è stato conferito un riconoscimento ai Salamini Italiani alla Cacciatora DOP, mentre il quindicesimo anniversario ha interessato Farina di Castagne della Lunigiana DOP e Olio Extravergine di Oliva Seggiano DOP.

La cerimonia si è conclusa con gli attestati per il primo decennio di tutela assegnati ai Cantuccini Toscani IGP, con AssoCantuccini, al Pane Toscano DOP e alla Mortadella di Prato IGP.

ph Ilaria Costanzo

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